Il senso della Storia attraverso l’Utopia
Professore, per quanto tempo ha insegnato?
Ho insegnato per 40 anni presso l’Università di Lecce dove sono stato docente di Filosofia della storia e di Etica ambientale, e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose in cui sono tuttora docente di Filosofia teoretica.
Come mai ha scelto di insegnare anche presso l’ISSR?
Fu don Luigi Manca a chiedermi, molti anni fa, se fossi disponibile ad insegnare presso l’ISSR; si era da poco pensionato padre Giuseppe Santoro ed era necessario che qualcuno lo sostituisse.
Cosa ha significato per lei l’insegnamento in questi anni?
L’insegnamento è un lavoro che dà molte soddisfazioni, ma che non deve essere mai disgiunto dall’educazione. Un buon insegnante deve anche essere un buon educatore. È un lavoro in cui è essenziale amare il prossimo e in cui bisogna darsi al prossimo. Un’altra caratteristica dell’insegnamento è la reciprocità, perché si può imparare molto dagli altri, quindi anche dagli studenti.
Passiamo al tema del libro: cos’è l’utopia e come mai ha iniziato a occuparsene?
Il mio interesse per l’utopia è nato sin da quando ero studente; la mia tesi fu L’utopia: la sua genesi, il suo senso, la sua storia. Nel 1982 ho fondato un centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia (primo anche a livello europeo) e sin dal 1984 organizziamo biennalmente dei convegni su questo tema. Ricordo che al primo convegno intitolato “Per una nuova utopia”, partecipò il prof. Luigi Firpo. Molta gente, fra cui anche studiosi, pensano che l’utopia sia qualcosa di irrealizzabile, ma è falso. Uno degli obiettivi dei miei studi è stato andare oltre la letteratura utopica (Moro, Campanella, Orwell) e affrontare l’argomento da un punto di vista storico-antropologico. Utopia significa cercare, progettare, porsi degli obiettivi anche lontani e lavorare perché si realizzino. L’uomo è sapiens proprio perché rispetto alle altre specie viventi ha avuto sin da subito una progettualità avanzata. Sono innumerevoli i progetti considerati utopici, ma poi realizzati, dall’uomo, a partire dalla colonizzazione greca da parte dei romani; in tempi più recenti, chi mai avrebbe potuto pensare alla nascita dell’Europa e ai conseguenti 70 anni di pace dopo ben due guerre mondiali? Eppure questa è la nostra realtà. Dirò di più, la più grande utopia è il messaggio evangelico.
Quindi non vi è contrasto fra il pensiero utopico e la fede cristiana?
Assolutamente no. I valori cristiani, che Gesù chiese agli apostoli di diffondere in tutto il mondo sono accettati e portati avanti da una parte dell’umanità. Lo stesso monachesimo, con i vari ordini, ha cercato di creare il paradiso in terra proprio basandosi sui messaggi evangelici. Ghandi ha preso ispirazione per la sua filosofia della non violenza basandosi sui capitoli 5-6-7 di Matteo. Ora l’India è ancora piena di problemi, ma con Ghandi è riuscita a diventare una democrazia e a smettere di essere una colonia inglese.
Potremmo concludere dicendo che comunque la strada che porta all’utopia non è semplice?
Infatti, è tortuosa e irta di ostacoli ed è proprio questo il significato della copertina del libro, creata dalla dott.ssa Daniela Martina; una strada piena di curve sul cui orizzonte si staglia l’utopia.
















