Il sogno nel cassetto di un Cattedratico Salentino: La Scuola di Medicina a Lecce
Praticamente è come cercare un ago nel pagliaio?
Si, è proprio come “cercare un ago nel pagliaio”; a questo punto, stabilita la mia linea di ricerca, ho cercato di conciliare una metodica di imaging sofisticata, come la risonanza magnetica, con il cancro e così mi sono dedicato alla ottimizzazione di tecniche avanzate che mi consentissero di raggiungere questo obiettivo.
Attualmente cosa sta studiando?
Da circa 5 anni ho fatto abbracciare ai miei collaboratori ed a tutto il mio gruppo di ricerca una linea che vede l’ottimizzazione di alcune sequenze di risonanza magnetica in grado di identificare le correnti di acqua turbolenta che sono disperse nel nostro corpo.
L’ acqua?
Certo l’acqua… il nostro corpo ha una grande componente di acqua e, come succede nel mare, le correnti d’ acqua possono essere tranquille o turbolente. Deve pensare al mare calmo ed al mare in tempesta. Quando si verifica una proliferazione cellulare, come si ha nella maggior parte dei tumori, le correnti di acqua che ci sono nel corpo si agitano, gli scambi dell’acqua dall’interno all’esterno delle cellule si modificano e tutto questo genera il “mare in tempesta”. A questo punto l’avere a disposizione delle sequenze di risonanza magnetica in grado di riuscire a distinguere l’acqua turbolenta dall’ acqua calma potrebbe aprire grandi prospettive nella diagnostica dei tumori.
Cosa si aspetta da questi studi?
La mia speranza è che si possa mettere le basi per identificare i tumori in fase precoce e, nello stesso tempo, si possa riuscire a valutare, precocemente, l’eventuale risposta alla terapia. Inoltre questa tecnica, che stiamo sviluppando insieme ad altri ricercatori in diversi paesi del mondo, ha l’altro grande vantaggio di essere una tecnica diagnostica innovativa che non utilizza radiazioni ionizzanti né mezzo di contrasto. Comunque, per onestà intellettuale, non so se riusciremo a rendere questo sforzo “produttivo ed applicabile nella pratica clinica”. D’altra parte la filosofia delle ricerche è sempre la stessa.
Quale?
Provarci senza scoraggiarsi e rendersi conto del reale impatto clinico del risultato. Le elucubrazioni mentali così come l’accanimento in linee di ricerca inutili non le ho mai condivise. Se sono rose fioriranno… staremo a vedere.
Lei è un Leccese doc. Ha qualche rimpianto legato alla sua terra?
Sì… un grande rimpianto. Il polo universitario leccese è uno dei fiori all’occhiello della nostra Città e Lecce ha meritato un’università di grande prestigio nazionale ed internazionale.
Non riesco a capire il Suo rimpianto?
L’unica Scuola Universitaria mancante per coronare definitivamente il sogno accademico salentino è la “Scuola di medicina”. Spesso incontro studenti di medicina salentini nelle varie università italiane e penso ai sacrifici che devono fare i loro genitori e loro stessi nell’essere lontani da casa. Questo è il mio grande rimpianto: la mancanza della Scuola di medicina nell’Accademia salentina.
Secondo Lei questo sogno non si avvererà mai?
Io sono un ottimista. A Lecce ci sono illustri colleghi cattedratici, un rettore che ci invidiano in tutta Italia: “Mai dire mai”!
Alessandro Carriero è professore ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia c/o l’Università del Piemonte orientale di Novara. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, dove è stato anche ricercatore per il raggruppamento disciplinare F18X e Professore Associato nel settore scientifico disciplinare Med 36. Dal giugno 2006 è Consigliere eletto della Società Italiana di Radiologia Medica; dal settembre 2009 è ideatore e coordinatore del progetto Nazionale e-learning “Specializziamoci Insieme”. La sua attività di ricerca è stata finalizzata peculiarmente al Management in Radioterapia ed alle applicazioni “tecniche cliniche” della Risonanza Magnetica, con riguardo mirato all’Angiografia con Risonanza Magnetica ed alla Risonanza Magnetica della Mammella.
Christian Tarantino

















