Il vaccino non protegge dai virus parainfluenzali/Anziani e bambini categorie più a rischio
Possono avere come bersaglio le vie digestive alte, provocando nausea e vomito con febbre, oppure le vie basse con diarrea e dolori addominali. In questi casi i pazienti possono arrivare ad avere fino a 10-15 scariche di diarrea al giorno. La trasmissione avviene attraverso le vie aeree quindi le precauzione per evitare il contagio sono le stesse che si adottano per le virosi respiratore, vale a dire coprirsi la bocca quando si tossisce e lavarsi le mani spesso.
I farmaci più attivi per curarsi in questi casi non ne esistono. Esistono i farmaci per l’influenza vera e propria antivirali specifici il cui uso va valutato solo in persone a rischio. Mentre, per i sintomi respiratori sono consigliati farmaci sintomatici che agiscono contenendo l’infiammazione in corso e abbassando la febbre. Quindi, sono adatti paracetamolo, ibuprofene, acido acetilsalicilico e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans).
Le forme gastrointestinali tendono a risolversi da sole, tuttavia, soprattutto se le scariche di diarrea sono frequenti in un giorno, è importante reidratare il paziente perché si possono perdere fino a un paio di litri di acqua al giorno. Può essere utile la somministrazione di probiotici per reintegrare la flora intestinale e se c’è febbre si possono usare gli stessi farmaci, ma va evitato l’acido acetilsalicilico perché è irritante per la mucosa dello stomaco,
Non è utile ricorrere agli antibiotici perché si tratta di infezioni causate da virus, e gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri. Si possono usare solo se è il medico a prescriverli, per esempio, quando dopo 3-4 giorni il paziente non migliora oppure la tosse secca diventa produttiva e le secrezioni cambiano colore. In questi casi, per esempio si ipotizza una complicazione batterica dovuta alla presenza di batteri su una mucosa già colpita dal virus.
Domenico Maurizio Toraldo















