Pubblicato in: Sab, Ago 25th, 2012

Il Vicario Generale/Festeggiare il Santo Patrono… Un’occasione provvidenziale

La nostra Chiesa diocesana celebra la festa dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato, Patroni della Città e dell’Arcidioce­si. C’è stato un tempo di pre­parazione che si è esteso per undici giorni, con la proces­sione solenne nelle vie del Centro della Città, con i pri­mi Vespri presieduti dall’Ar­civescovo che vedono la par­tecipazione delle parrocchie e di un gruppo di Sindaci dei paesi limitrofi, con il solenne Pontificale presieduto dal card. Filoni, in una cornice di folklore popolare e di tradizioni salentine. Si rivive un intenso tempo di fede e di religiosità popolare, un mo­mento di aggregazione e di identificazione difficilmente rintracciabile in altri periodi dell’anno.

È un evento festoso, collet­tivo e individuale allo stesso tempo, durante il quale ognuno si rivolge al Santo protettore per ravvivare una relazione di reciprocità, per chiedere e ottenere prote­zione e favori celesti, ma nel quale tutti si sentono di appartenere ad una determi­nata comunità, allo stesso modello e ideale di santità.

Ricordare e festeggiare ogni anno S. Oronzo, non è semplicemente fare memoria di un uomo vissuto in tempi molto lontani dai nostri, ma è andare alle radici della nostra comunità cristiana, alle ori­gini della storia della propria fede, è riconoscere con grati­tudine che il sangue di donne e di uomini morti per la fede cristiana ha fecondato la nostra storia e la nostra terra. Noi che oggi crediamo in Cristo, costituiamo un anello di una lunga catena che, di generazione in generazione, ha trasmesso il testimone del credo. È per noi un’occasio­ne privilegiata per riappro­priarci della responsabilità di essere luce e sale, lievito evangelico nel nostro tempo, testimoni della novità e della bellezza del Vangelo.

Gesù è il testimone del Padre, venuto sulla terra per annunciare l’amore di Dio; e lo ha fatto fino alla morte in croce. Dopo di Lui gli Apo­stoli e una schiera infinita di nostri fratelli hanno dato la vita per il suo messaggio.

Perché allora noi abbia­mo paura e abdichiamo al compiuto di annunciare il Vangelo in questo tempo così difficile, ma ugualmente assetato di salvezza? Festeg­giare Sant’Oronzo è ritrovare i valori di sempre, essere pre­senti con coraggio e rinnova­ta coscienza dentro il nostro tempo, dentro la nostra città, nella vita quotidiana com­plessa e frenetica e per tanti aspetti chiusa al Vangelo. Festeggiare il Santo Patrono, alla vigilia dell’anno della Fede, diventa un’occasione per riscoprire la gioia del credere e ritrovare l’entusia­smo di comunicarela Parolain questo momento storico di profondi cambiamenti.

Come ai tempi di Oronzo, anche oggi vediamo gli osta­coli che il Vangelo incontra, essi stanno più nello stile di vita della gente che non nelle esplicite dottrine filosofiche.

Oggi la battaglia non è tra idee, ma tra stili di vita. Si abbandona la pratica reli­giosa non per argomenti razionali, ma perché le attese e le speranze non vengono risvegliate dall’esperienza cristiana.

Festeggiare i Santi Patroni significa riaffermare i valori propri della tradizione cri­stiana come la solidarietà, la domanda di trascendenza, la ricerca del sacro.

Le folle che accorrono per vedere passare il Santo o che si recano nel Duomo per far­gli visita, per accendere una candela o ritirare un’imma­ginetta da conservare, sono espressione dell’invocazione a Dio che sale dal profondo del cuore e che svela quella nostalgia di fondo che muove l’ansia e la ricerca di senso.

Festeggiare il Santo Patrono diventa un’opportunità per la fede, una possibilità chela Provvidenza offre per risco­prire il Vangelo.

 Fernando Filograna

Vicario Generale

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