Pubblicato in: Mer, Nov 23rd, 2011

Il Vincenziano Padre Antonio Masciale nella casa del Padre

Alle 11.00 del 16 novembre scorso, mentre l’attenzione degli italiani era intenta a seguire gli storici eventi del Colle, nell’antica e accogliente chiesetta dei Vincenziani di Oria – la prima casa fondata nella nostra Puglia – si svolgevano i funerali di P. Antonio Masciale (novantasei anni di età e settantuno di sacerdozio) deceduto il 14 innanzi; decano pur anco di quei religiosi francesi membri della provincia meridionale italiana che si estende al di qua e al di là del faro. In circa quaranta erano i concelebranti dell’uno e dell’ altro clero, che facevano corona al Presule Oritano Mons. Vincenzo Pisanello, accompagnato dal Visitatore provinciale dei religiosi Lazzaristi di Napoli e dal Vicario Generale della Diocesi. Tutti accorsi, accanto a numerosi fedeli, per una stessa affettuosa e sentita condoglianza per il distacco da lui, benefattore delle loro anime e soprattutto nell’ascolto delle confessioni. Il padre Masciale era nato a Bitonto (Bari) il 27 febbraio 1915 e aveva esercitato il ministero sacerdotale dal ’40, come membro apprezzato e ricercato di quella società di vita apostolica. Fu nella nostra Lecce in anni lontani e poi, come tutti i membri delle Congregazioni sacerdotali, vagò per le varie case delle regioni civili cui apparteneva la provincia religiosa; spesso tornando nello stesso luogo. Ad Oria si era fermato alla fine del settantennale ministero per circa ventitre anni; nell’ antica casa di fatto chiusasi da circa un decennio; ma ristretto in poche stanze in un angolo del già divenuto seminario diocesano. E perché non abbandonasse il suo gregge si era ricorsi ad un espediente canonico di concerto tra diocesi e provincia: apparteneva alla casa di Lecce pur dimorando in Oria sino a un mese dalla sua dipartita. Il ministero sacerdotale che lui esercitava – come tutti sanno – spesso ai nostri giorni non viene più apprezzato e gratificato così come fino a mezzo secolo fa. Ma se compiuto da un sacerdote di santa vita ed esperto come lui, largamente apprezzato per perizia e pietà, molto può giovare a clero, religiosi e fedeli. Ai funerali anzidetti si parlava addirittura di un settanta per cento di suoi penitenti del clero locale. ods

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