Pubblicato in: Ven, Dic 28th, 2012

Imbandire il Capodanno…

PARENTESI SUL PRANZO DI SANTO STEFANO…

Idee e curiosità storico-culinarie

Santo Stefano è stato cronologicamente il primo di una lunghissima serie, non mai interrotta nella storia della Chiesa. Primo martire La celebrazione liturgica di Santo Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, poiché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio.

Così al 26 dicembre c’è S. Stefano primo martire della cristianità, segue al 27 S. Giovanni Evangelista, il prediletto da Gesù, autore del Vangelo dell’amore, poi il 28 i Santi Martiri Innocenti, bambini uccisi da Erode con la speranza di eliminare anche il Bambino di Betlemme; secoli addietro anche la celebrazione dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, capitava nella settimana dopo il Natale, venendo poi trasferita al 29 giugno.

Del grande e veneratissimo martire Stefano, si ignora la provenienza, si suppone che fosse greco, anche perché Gerusalemme era un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse e infatti il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”.

CONSIGLI GASTRONOMICI

Reduci da ricchi cenoni e luculliani pranzi natali,  giunti al 26 dicembre pensiamo di preparare per il pranzo di Santo Stefano ricette golose sulla scia delle festività.
Se ritenete di avere esagerato nei giorni precedenti e vi sentite appesantiti da una dieta non propriamente leggera, il brodino vegetale è la soluzione ideale: leggero, sano e disintossicante, vi aiuterà a smaltire i quintali di roba.

Tuttavia,   la maggior parte delle ricette regionali del giorno di Santo Stefano ha come elemento base il reciclo dei piatti avanzati nei giorni clou delle festività, ossia, pasta al forno, brodo, lesso etc… Così si potrebbe sfruttare il brodo e lo spumante rimasto per organizzare un ottimo risotto allo spumante o champagne.  Con il lesso potremmo per esempio fare delle fantastiche polpettine( tipiche della cucina romana).

Il consiglio di Irma di Melendugno è invece di adagiare il lesso rimasto nella pentola, con un mestolo di brodo, spolverare con parmigiano reggiano e fare cuocere fino a che il parmigiano non è completamente sciolto; accompagnare il piatto con purè o patate al forno.

L’amica Sofia altoatesina che vive a Lecce consiglia un piatto della sua terra che è fatto con avanzi del lesso: che consiste nel tagliare il bollito a dadini o a striscioline, facendo soffriggere una cipolla in olio (padella antiaderente con coperchio adeguato).

Quando la cipolla è divenuta trasparente e comincia a colorire, aggiungere la carne, rimestando un pochino. Coprire di patate bollite a fette, sale pepe ed un paio di foglie di alloro spezzettate e fare cuocere a fuoco moderato. Quando la parte di sotto comincia a fare la crostina, rivoltare delicatamente con una paletta o un piatto (a mo di frittata) facendo rosolare anche dall’altra parte. Insomma, idee semplici che però saranno sicuramente di gradimento.

Tanti Auguri…

                                                                                                                                      Elena

 

Pages: 1 2

Gli articoli più letti