Pubblicato in: Sab, Mar 17th, 2012

Immigrati nel Salento/Sulla via dell’integrazione

Dalla Questura… Vigilanza in mare e attività investigativa, strategie contro la clandestinità

Con i suoi tre lati di costa,  separata per un  breve tratto dai paesi del nord Africa, dalla Grecia e dai Balcani, la nostra provincia è tradizionalmente terra d’approdo per coloro che fuggono da luoghi in cui i diritti umani sono calpestati o da paesi poveri che vengono  abbandonati nella speranza di raggiungere condizioni di vita migliori.

Sebbene non si sia tornati ai grandi numeri che caratterizzarono il primo esodo negli anni’90, si assiste oggi ad una ripresa consistente e quasi giornaliera degli sbarchi sulle coste del Salento,   sbarchi che impegnano notevolmente il personale della Divisione Immigrazione diretto dal Dr.Annino Gargano ed il Questore Dott.Vincenzo Carella nella delicata gestione delle varie situazioni di fronte alle quali occorre procedere con fermezza ma anche con umanità

Per la presenza in questo territorio di strutture operanti all’interno del Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati ed a seguito del verificarsi dell’emergenza profughi provenienti dal Nord Africa, anche la provincia di Lecce è stata interessata da un consistente arrivo di immigrati provenienti dall’area dell’Africa sub sahariana che hanno poi richiesto formalmente la protezione internazionale . Non solo, nel corso del 2011 si è verificato l’invio a Lecce di numerosi cittadini extracomunitari, perlopiù afgani, che non avevano trovato posti disponibili presso i CARA presenti nel territorio italiano , i quali, giunti in questa provincia senza sapere dove andare e senza mezzi di sostentamento, sono stati spesso accolti e rifocillati presso strutture ecclesiastiche ed associazioni di volontariato della provincia. Elevato anche il numero di permessi di soggiorno per motivi umanitari rilasciati nell’anno appena trascorso a favore di cittadini extracomunitari vittime di gravi reati, tra i quali  i lavoratori impiegati nel settore del fotovoltaico che hanno sporto denuncia per i reati di riduzione in schiavitù, tutti accolti nell’ambito del “Progetto Libera” della Provincia di Lecce

Sul fronte dell’immigrazione regolare, all’inizio del 2012, gli stranieri regolarmente residenti, con titolo di soggiorno in corso di validità, erano 8.757, di cui 3.638 solo a Lecce, con un lieve incremento rispetto al 2010 .

Nell’ambito del contrasto giudiziario alla criminalità straniera, è stata rilevata una sorta di stabilizzazione del numero dei procedimenti iscritti per il reato di favoreggiamento o per fatti comunque connessi al fenomeno migratorio; numero che nel 2010 era aumentato rispetto al dato del precedente anno, ovvero quando già si era notata una decisa inversione di tendenza rispetto ai sette anni precedenti. Il motivo è da ricercare nell’aumentato numero di sbarchi di clandestini, in particolar modo provenienti dalla c.d. “rotta balcanica” con partenze dalla Grecia e Turchia (mentre negli anni novanta le partenze erano dall’Albania); contrastati sia attraverso sistematiche operazioni di vigilanza in mare,  con specifica attività investigativa – iniziata nell’estate del 2010, ovvero all’intensificarsi del fenomeno – e conclusasi nel luglio del 2011 con l’arresto di  trafficanti turchi e di giovani afgani che avevano il ruolo di “passeurs”dei migranti verso Paesi del nord Europa.  

Tuttavia, va rilevato che molti stranieri sono stati anche vittime di vari reati, in particolar modo di furti, lesioni personali, minacce, percosse, danneggiamento e di un omicidio; reati peraltro commessi anche da altri stranieri. Una citazione a parte merita l’annoso fenomeno dello sfruttamento della manodopera straniera, impiegata soprattutto nella raccolta di prodotti della terra. Al riguardo, i controlli effettuati non hanno fatto emergere particolari situazioni di “clandestinità” e sono state avviate specifiche attività investigative tese ad individuare eventuali “caporali”.

A parte isolate situazioni, bisogna dare atto che  la maggior parte degli stranieri presenti a Lecce e nella provincia dimostrano quotidianamente di volersi integrare, in ciò certamente aiutati dal forte senso di accoglienza e dal grande cuore della popolazione salentina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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