In Comunione con la CEI/I Germogli della Primavera Salentina
Sono molto vive le preoccupazioni per l’ambiente e la tutela del territorio. Oltre all’economia malata, sono tante le condizioni di disagio sociale per la disoccupazione, l’aumento dello squilibrio della qualità di vita tra ricchi e poveri, la mancanza di fondi e quindi i restauri bloccati per tante opere d’arte. E le amare situazioni d’ingiustizia e corruzione da parte di alcuni responsabili della cosa pubblica. In un momento storico in cui le varie organizzazioni criminali incrinano la comune sensibilità per i valori civici, provocando quello che don Luigi Ciotti chiama “sonno delle coscienze”. Ognuno di noi, però, può contribuire a trasformare la società. Riconoscendo la dignità dell’altro, coinvolgendosi nella vita comunitaria, stimolando le coscienze alla vita nuova. Accogliendo “la sfida della comunione”, come propone mons. D’Ambrosio. “Vi chiedo disponibilità a rivedere molte nostre scelte che dovranno andare verso un’unità di pensiero e di azione. Si cammina insieme”, sostiene, infatti, l’Arcivescovo. Provocazione di vita nuova, miracolo dell’Amore. In preparazione al prossimo Convegno Ecclesiale di Firenze, si possono così valorizzare e incrementare “i germogli pasquali” della nostra gente, le meravigliose scelte di profonda civiltà e di splendida esperienza cristiana.
Ecco, allora, la sollecitazione a proporre una rinnovata visione della vita, essendo capaci di autentica conversione di vita, inflessibile rigore nei confronti delle opere negative e nello stesso tempo di attenzione umana nel relazionarsi con chiunque. Del resto, a parte la cronaca negativa, a livello locale e mondiale sono tante le straordinarie azioni di positivo sviluppo che i cittadini realizzano. A volte pure eroicamente. Nei giorni scorsi, ad esempio, una donna si è presentata all’ospedale S. Mattia di Pavia per donare, con genuina solidarietà e in modo anonimo, un rene ad uno sconosciuto. Inizio di una serie di azioni di fratellanza che si stanno sviluppando e accrescendo. Già i trapianti di rene avvenuti nello scorso anno sono stati 1.838, 252 dei quali da vivente. E c’è pure da rilevare con viva soddisfazione che nel 2014 i donatori sono aumentati. Certo, per superare la fredda brama del profitto, occorrono consapevolezza e discernimento per formare alla legalità con un autentico impegno di ricerca del bene comune, per aprire i cuori alla speranza. E per noi cristiani l’urgenza di forti scelte preferenziali d’impegno si dipana verso le periferie con un culto che deve diventare vita e una tradizione che non può essere uno sterile paravento, secondo quanto sostiene esplicitamente, in modo molto coinvolgente, il Segretario Generale della Cei mons. Nunzio Galantino, impegnato ad ampliare la “fraterna sollecitudine che incrementi il bene comune delle nostre Chiese”. Nel cuore della comunione e della missione.
Adolfo Putignano
















