In memoria di Don Gino De Filippo…
Alcuni brani dell’omelia per la prima messa di Padre Antonio Febbraro.
“LA TUA VITA SIA PER IL POPOLO”.
Insieme con l’anno solare 2013 Don Gino De Filippo ha concluso la sua vita a Cavallino. Ricordandolo, proponiamo alcuni brani della sua omelia che tenne alla prima messa del neo sacerdote padre Antonio Febbraro che celebrò a Pisignano, Lecce il 29. 12. 1968.
Padre Antonio Febbraro
BETHLEM – PISIGNANO
Sento di dover strappare il senso delle parole del profeta per attribuirlo a questa piccola comunità, che pure raccoglie elementi preziosi per distinguersi da altri paesi più grandi. “E tu, Pisignano, non sarai la più piccola” ed insignificante cittadina, poiché racchiudi delle preziosità meraviglie! Se a te mancano le grandi risorse di una terra opulenta, se a te mancano i rumori caratteristici delle città industriali, se a te mancano i traffici industriali, pure hai motivo di gioire per motivi più santi. Godi, o Pisignano, in questo giorno di luminosità particolare, e continua il tuo canto festoso, intonato dagli Angeli sulla grotta di Bethlem, annunziante, con l’Incarnazione di Cristo, l’inizio di un sacerdozio che valicherà ogni limite di tempo. Godi ed esulta per questo sacerdozio che per un raro privilegio è stato trasmesso ad uno dei tuoi più cari figli.
REALTÀ E SOGNO
Chi sei tu, o sacerdote di Cristo? Sei nulla, perché sei stato “ex hominibus assumptus”, “sei stato preso dagli uomini”, creatura impastata di fango; ma sei tutto perché rivestito dello stesso carattere sacerdotale di Cristo! Sei rivestito della stessa missione profetica di Gesù! Testimone di Cristo tu avanzi nel mondo del frastuono e delle menzogne e parli, parli in nome di Dio, e la tua parola di Mediatore della Salvezza non riveste solo il carattere di rivelatrice di verità sconosciute, ma produce un nuovo fermento, un’azione salvifica. Come i sacramenti sono segni che producono la Vita Divina negli uomini, così la tua parola è segno di una reale azione divina che si esercita nell’uomo.
Don Gino De Filippo
Nella proclamazione che tu farai della Parola di Dio, “gli uomini non troveranno discorsi informativi sull’esistenza e la natura di Dio, ma in essa si compie l’opera di Dio” ci dice il Concilio Vaticano II nella sua costituzione dogmatica “Dei Verbum”. (omissis) Tu amerai tutti e ciascuno con il cuore di Cristo Gesù, come san Paolo, che soffriva i dolori della maternità finché in ciascuno non si è formato il Cristo. La tua vera grandezza starà nel servire gli altri. Per questo ti differenzierai dai grandi del mondo: quelli che passano per capi delle nazioni le governano con imperio e i loro grandi esercitano il potere su di esse” dice Gesù nel Vangelo di san Marco. Essere grandi nel mondo significa avere impero e potere sugli altri. Ma questa grandezza non viene raggiunta che facendosi servi degli altri. Ora la tua vita sia per il popolo di Dio che attende da te e dalla tua azione pastorale di conoscere la dimensione della vita cristiana. (omissis)
FAMIGLIA E COMUNITÀ
Così sali sull’altare, o padre Antonio, e mentre ti appressi a stringere tra le tua mani profumate dalla recente unzione crismale, il Corpo di Cristo, volgiti indietro e tra tutti i presenti guarda una faccia rugosa di un uomo sofferente, ma oggi raggiante di gioia del cui sudore fu umido il pane che ti nutrì: il tuo caro papà. Guarda quella donna che, eroicamente, ha messo sull’altare del tuo sacerdozio la creatura più cara della sua vita, il suo figlio più giovane, il suo caro Uccio: la tua dolce mamma.
Guarda i tuoi numerosi fratelli e sorelle che festanti ti fanno corona dopo di averti seguito con apprensione e con interesse nel tuo cammino di preparazione al sacerdozio. Scendano i frutti copiosi di questo tuo Sacrificio Eucaristico su quelle creature invisibili ma presenti in questa circostanza: i defunti. Offri la tua Messa per questo caro popolo di Pisignano che sempre ti ha guardato con entusiasmo e per i tuoi sacerdoti nei quali trovasti utile guida nel cammino: don Pasquale Antonucci, don Giuseppe Quarta, don Federico De Pascalis e per me, tuo indegno confratello con cui hai diviso le tue ansie e le tue gioie.

















