Inchiesta/Se la Crisi colpisce le Feste Patronali…
Viaggio nei Comuni della Diocesi per scoprire gli sforzi che i Comitati profondono per mantenere vive le tradizioni.
L’Italia è la culla delle sagre e delle Feste Patronali. Non c’è, infatti, paese, frazione o incrocio di vie che almeno una volta all’anno non festeggi qualcosa. I Comitati feste patronali fanno decantare dalla caligine e dal logorio del tempo le consuetudini devozionali più inveterate di un popolo, impedendo che sia inficiato il perpetuarsi delle tradizioni. In genere, essi sono ben organizzati ed offrono momenti di mero divertissement per la salvaguardia e la pubblicizzazione delle tipicità locali contemperato con l’esigenza di spiritualità e di esplicare le pratiche di religiosità popolare. D’altronde, un gruppo di persone decide di costituire un comitato feste per la concretizzazione e il supporto di un’iniziativa precisa, uno scopo determinato e non generico.
I comitati feste si propongono di creare un ponte tra la sua enclave e i terzi, che vogliono sostenere lo scopo di essa, persegue finalità etiche-solidaristiche e si pone come un ente che mira al conseguimento di obbiettivi rilevanti dal punto di vista sociale o di interesse pubblico. Il suo patrimonio è costituito dalle offerte dei terzi per il perseguimento dello scopo da esso annunciato. A differenza delle associazioni, tutti i componenti del comitato rispondono solidalmente e personalmente delle obbligazioni assunte per il conseguimento del fine. È questa la responsabilità solidale dei membri comitali. Inoltre, come ogni altro comitato, esso non può svolgere attività a pagamento nei confronti dei suoi soci. Potranno, comunque, essere previste attività commerciali marginali, strumentali al raggiungimento dello scopo del comitato, come la vendita di beni di modico valore e l’organizzazione di eventi pubblici utili alla raccolta dei fondi.
CARMIANO/MOMENTO DI EVANGELIZZAZIONE
Il Presidente delegato del comitato festa di Carmiano, Gianni Mazzotta, attesta che “nella Parrocchia Maria SS. Assunta, la chiesa Madre della città, esso è costituito da fedeli laici che operano in stretto collegamento con il Parroco e d’intesa con le istituzioni pubbliche”. La festa religiosa a Carmiano, pur celebrata con gli elementi propri della “tradizione”, è impostata come “un momento forte di “evangelizzazione”, di comunione e di solidarietà irradiando all’esterno i valori autentici ed essenziali dell’ esperienza cristiana. Inoltre, il suo specifico consiste nel fatto che il popolo inneggia alla Vergine Maria e si raccoglie intorno a lei come autentico modello di vita per essere aiutato a costruire la sua unità come comunità, sulla base di quei valori che, radicati nella sua storia, ne costituiscono la vera forza di coesione sul piano culturale e sociale”.
È quanto asserisce il sig. Mazzotta, aggiungendo che “non esistono difficoltà di alcun genere nell’organizzazione in quanto il comitato opera in stretto collegamento con il parroco, don Franco Frassanito, e in perfetta intesa con le istituzioni pubbliche”. Il perfetto connubio tra rito religioso e rito civile è dato da un apparato esteriore sobrio e dignitoso, che evita gli eccessi di esteriorità. In conclusione, la festa è “caratterizzata anche da gesti significativi e concreti di solidarietà e di condivisione”.
Sonia Marulli

















