Pubblicato in: Gio, Set 4th, 2014

Inchiesta/Se la Crisi colpisce le Feste Patronali…

Viaggio nei Comuni della Diocesi per scoprire gli sforzi che i Comitati profondono per mantenere vive le tradizioni.

LItalia è la culla delle sagre e delle Feste Patronali. Non c’è, infatti, paese, frazione o incrocio di vie che almeno una volta all’anno non festeggi qualcosa. I Comitati feste patronali fanno decantare dalla caligine e dal logorio del tempo le consuetudini devozionali più inveterate di un popolo, impedendo che sia inficiato il perpetuarsi delle tradizioni. In genere, essi sono ben orga­nizzati ed offrono momenti di mero divertissement per la sal­vaguardia e la pubblicizzazione delle tipicità locali contempera­to con l’esigenza di spiritualità e di esplicare le pratiche di religiosità popolare. D’altronde, un gruppo di persone decide di costituire un comitato feste per la concre­tizzazione e il supporto di un’iniziativa precisa, uno scopo determinato e non generico.

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I comitati feste si propongono di creare un ponte tra la sua enclave e i terzi, che vogliono sostenere lo scopo di essa, persegue finalità etiche-solida­ristiche e si pone come un ente che mira al conseguimento di obbiettivi rilevanti dal punto di vista sociale o di interesse pubblico. Il suo patrimonio è costituito dalle offerte dei terzi per il per­seguimento dello scopo da esso annunciato. A differenza delle associazioni, tutti i compo­nenti del comitato rispondono solidalmente e personalmente delle obbligazioni assunte per il conseguimento del fine. È questa la responsabilità solidale dei membri comitali. Inoltre, come ogni altro comitato, esso non può svolgere attività a pagamento nei confronti dei suoi soci. Potranno, comunque, essere previste attività com­merciali marginali, strumentali al raggiungimento dello scopo del comitato, come la vendita di beni di modico valore e l’or­ganizzazione di eventi pubblici utili alla raccolta dei fondi.

CARMIANO/MOMENTO DI EVANGELIZZAZIONE  

Il Presidente delegato del comitato festa di Carmiano, Gianni Mazzotta, attesta che “nella Parrocchia Maria SS. Assunta, la chiesa Madre della città, esso è costi­tuito da fedeli laici che operano in stretto collegamento con il Parroco e d’intesa con le istituzioni pubbliche”. La festa religiosa a Carmiano, pur celebrata con gli elementi propri della “tradizione”, è impostata come “un momento forte di “evangelizzazione”, di comunione e di solidarietà irradiando all’esterno i valori autentici ed essenziali dell’ esperienza cristiana. Inoltre, il suo specifico consiste nel fatto che il popolo inneggia alla Vergine Maria e si racco­glie intorno a lei come autentico modello di vita per essere aiutato a costruire la sua unità come comunità, sulla base di quei valori che, radicati nella sua storia, ne costituiscono la vera forza di coesione sul piano culturale e sociale”.

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È quan­to asserisce il sig. Mazzotta, aggiungendo che “non esistono difficoltà di alcun genere nell’organizzazione in quanto il comitato opera in stretto collegamento con il parroco, don Franco Frassanito, e in perfetta intesa con le istituzioni pubbliche”. Il perfetto connubio tra rito religioso e rito civile è dato da un apparato esteriore sobrio e dignitoso, che evita gli eccessi di esteriorità. In conclusione, la festa è “caratterizzata anche da gesti significativi e concreti di solidarietà e di condivisione”.

Sonia Marulli

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