Inferno, Purgatorio e Paradiso/15 domande per 15 risposte
IL PARADISO…
DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA: “La vita dei beati consiste nel pieno possesso dei frutti della redenzione compiuta da Cristo, il quale associa alla sua glorificazione celeste coloro che hanno creduto in Lui e che sono rimasti fedeli alla Sua volontà”.
Che cosa è il Paradiso?
Sono tante le immagini che ricorrono nella Scrittura per indicare il Paradiso. Infatti, viene chiamato anche Cielo, dimora dell’Altissimo, Gerusalemme celeste, eternità beata. Ogni termine ne indica una caratteristica. Per rispondere alla domanda, partirei dalla prima invocazione della preghiera del Padre nostro: “Padre nostro, che sei nei Cieli”. Quando parliamo di Paradiso, infatti, intendiamo innanzitutto quello stato di vita in cui tutto è inondato dalla presenza di Dio che rifulge come luce, gioia e pace di tutti coloro che vivono in Lui. Il centro e la totalità del Paradiso è Dio e il fine ultimo dell’uomo è proprio l’unione con Dio in Paradiso.
Nell’immaginario collettivo, il Paradiso è qualcosa di bello, ma anche noioso. È vero?
Madre Teresa di Calcutta rispondendo ad un un ateo che affermava che per lui non era così importante sapere dell’esistenza del Paradiso, perché non lo entusiasmava la possibilità di passare tutto il tempo in orazione dinanzi a Dio, rispondeva con questa costatazione: forse all’uomo contemporaneo non interessa sapere se esiste il Cielo, ma è possibile che non gli importi sapere se un giorno potrà con i suo occhi rivedere quel parente, quel genitore o quell’amico che ha lasciato questo mondo? Ecco allora quanto interessi, anche all’uomo di oggi, il Paradiso. Il Cielo non è noioso, perché l’incontro con il Signore riempie di gioia e di pace la vita e questo stato dura per sempre. Per comprendere la bellezza di tale incontro, mi piace proporre l’esempio dell’amicizia. È esperienza comune che i veri amici desiderano stare insieme non soltanto per aiutarsi a vicenda, ma proprio per il gusto di ritrovarsi. Quante volte il “prendere un caffè” è il semplice pretesto per vedersi e abbracciarsi! Nella relazione tra amici veri non vi è spazio per la noia nell’incontro, ma, al contrario, la lontananza genera un certo senso di mancanza e di spirituale sofferenza. In Paradiso, tutti godono pienamente di questa realtà d’amore, il Signore si ritrova con i suoi santi per il gusto e la gioia di stare con loro. Tale gioia è talmente piena che riempie la vita e la rende eternamente felice.
Chi abita il Paradiso?
Se il Paradiso è il “luogo” di Dio, esso è abitato primariamente dalla Santissima Trinità, la Quale fa accedere alla sua comunione di amore tutti gli Angeli fedeli, che contemplano l’amore di Dio e tutte quelle anime sante che, purificate da ogni macchia di peccato, possono godere pienamente dell’amicizia del Signore. Per questa comunione d’amore, il Paradiso è chiamato Gerusalemme celeste, perché, a immagine della città santa, è abitato da Dio e da tutti coloro che gli sono fedeli.
Come si accede al Cielo?
Gli uomini accedono al Cielo se si sforzano di condurre su questa terra una vita santa, cercando ogni giorno la comunione d’amore con Dio, il Quale non fa mancare la sua grazia a tutti coloro che ricorrono a Lui con fiducia. Da qui si comprende l’importanza che riveste la nostra vita. È unica e serve per conquistare il Cielo.
Il Cielo influisce sui fatti della Terra?
Certamente! Più volte la Chiesa che peregrina in questo mondo ha sperimentato la presenza protettrice e intercedente della Vergine Maria e dei Santi. L’azione e l’influsso dei Santi sulle vicende umane è talmente forte che Padre Pio diceva: “Opererò più da morto che da vivo”. Pertanto è sommamente utile e conveniente pregare i Santi, anzi possiamo ritenere che chi non lo fa non ha una visione corretta di cosa sia il Cielo!
Risposte a cura di MONS. MAURO CARLINO

















