Pubblicato in: Ven, Ott 31st, 2014

Inferno, Purgatorio e Paradiso/15 domande per 15 risposte

IL PARADISO… 

fraangelico

DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA: “La vita dei beati consiste nel pieno possesso dei frutti della redenzione compiuta da Cristo, il quale associa alla sua glorificazione celeste coloro che hanno creduto in Lui e che sono rimasti fedeli alla Sua volontà”. 

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Che cosa è il Paradiso?

Sono tante le immagi­ni che ricorrono nella Scrittura per indicare il Paradiso. Infatti, viene chiamato anche Cielo, di­mora dell’Altissimo, Gerusa­lemme celeste, eternità beata. Ogni termine ne indica una caratteristica. Per rispondere alla domanda, partirei dalla prima invocazione della preghiera del Padre nostro: “Padre nostro, che sei nei Cieli”. Quando par­liamo di Paradiso, infatti, intendiamo innanzi­tutto quello stato di vita in cui tutto è inonda­to dalla presenza di Dio che rifulge come luce, gioia e pace di tutti coloro che vivono in Lui. Il centro e la totalità del Paradiso è Dio e il fine ultimo dell’uomo è proprio l’unione con Dio in Paradiso.

Nell’immaginario col­lettivo, il Paradiso è qualcosa di bello, ma anche noioso. È vero?

Madre Teresa di Calcutta rispondendo ad un un ateo che affermava che per lui non era così importante sapere dell’esistenza del Paradiso, perché non lo entusiasmava la pos­sibilità di passare tutto il tempo in orazione dinanzi a Dio, rispondeva con questa costa­tazione: forse all’uomo contemporaneo non interessa sapere se esiste il Cielo, ma è pos­sibile che non gli importi sapere se un giorno potrà con i suo occhi rivedere quel parente, quel genitore o quell’amico che ha lasciato questo mondo? Ecco allora quanto interessi, anche all’uomo di oggi, il Paradiso. Il Cielo non è noioso, perché l’incontro con il Signore ri­empie di gioia e di pace la vita e questo stato dura per sempre. Per comprendere la bellezza di tale incontro, mi piace proporre l’esempio dell’amicizia. È esperienza comune che i veri amici desiderano stare insieme non soltanto per aiutarsi a vicenda, ma proprio per il gusto di ritrovarsi. Quante volte il “prendere un caffè” è il semplice pretesto per vedersi e abbracciarsi! Nella relazione tra amici veri non vi è spazio per la noia nell’incontro, ma, al contrario, la lontananza genera un certo sen­so di mancanza e di spirituale sofferenza. In Paradiso, tutti godono pienamente di questa realtà d’amore, il Signore si ritrova con i suoi santi per il gusto e la gioia di stare con loro. Tale gioia è talmente piena che riempie la vita e la rende eternamente felice.

Chi abita il Paradiso?

Se il Paradiso è il “luogo” di Dio, esso è abi­tato primariamente dalla Santissima Trinità, la Quale fa accedere alla sua comunione di amore tutti gli Angeli fedeli, che contemplano l’amore di Dio e tutte quelle anime sante che, purificate da ogni macchia di peccato, possono godere pienamente dell’amicizia del Signore. Per questa comunione d’amore, il Paradiso è chiamato Gerusalemme celeste, perché, a immagine della città santa, è abitato da Dio e da tutti coloro che gli sono fedeli.

Come si accede al Cielo?

Gli uomini accedono al Cielo se si sforzano di con­durre su questa terra una vita santa, cercando ogni giorno la comunione d’amore con Dio, il Quale non fa mancare la sua grazia a tutti coloro che ricor­rono a Lui con fiducia. Da qui si comprende l’impor­tanza che riveste la nostra vita. È unica e serve per conquistare il Cielo.

Il Cielo influisce sui fatti della Terra?

Certamente! Più volte la Chiesa che peregrina in questo mondo ha sperimentato la presen­za protettrice e intercedente della Vergine Maria e dei Santi. L’azione e l’influsso dei Santi sulle vicende umane è talmente forte che Padre Pio diceva: “Opererò più da morto che da vivo”. Pertanto è sommamente utile e conveniente pregare i Santi, anzi possiamo ritenere che chi non lo fa non ha una visione corretta di cosa sia il Cielo!

Risposte a cura di MONS. MAURO CARLINO

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