Pubblicato in: Lun, Gen 21st, 2013

Informazione/La crisi nella crisi

È una fase di particolare difficoltà per il giornalismo. Una crisi economica che si fa sentire ovunque – nelle famiglie, nelle aziende, nei diversi comparti produttivi -, non poteva certo risparmiare gli organi d’informazione (dalla carta stampata, alla televisione) e i suoi operatori.

Ma, a differenza di altri settori, il mondo del giornalismo, mentre fa i conti con la recessione, vive anche una profonda e radicale trasformazione legata all’irruzione di internet e della comunicazione on line. È un fenomeno planetario, con il quale anche il nostro Paese e la Puglia sono chiamati a misurarsi con coraggio e capacità di adattamento alle nuove sfide.

La carta stampata si vede assediata da una concorrenza già forte, efficace, in continua espansione sulla rete, anche se alcune volte di problematica affidabilità. Così, i giornali perdono ricavi per copie e pubblicità, assolutamente non compensati dalle nuove entrate dei siti on line. Gli effetti di questi scompensi si abbattono direttamente sui giornalisti in termini di perdite di posti di lavoro, di aumento della precarietà e di progressiva limatura dei compensi per i collaboratori. Una situazione di tale gravità, da indurre il legislatore, sotto la spinta dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione nazionale della Stampa, ad approvare la legge sul cosiddetto “Equo compenso” che dovrebbe scrivere la parola fine sull’inaccettabile sfruttamento dei giornalistici, giovani e meno giovani.

Un clima altrettanto pesante investe l’emittenza televisiva privata a livello nazionale, come nella nostra regione. Il calo delle entrate pubblicitarie e la moltiplicazione di canali e programmi, con la nuova tecnologia digitale, hanno determinato situazioni di difficoltà che stanno mettendo in pericolo il futuro di aziende con esperienze pluridecennali alle spalle. Anche in questo caso, a pagare le conseguenze della crisi sono per primi i giornalisti, che vedono messo in discussione il posto di lavoro o ridotti all’osso compensi già esigui.

E proprio da Lecce è partito nei mesi scorsi il movimento “Informazione precaria” che, alzando la bandiera di una battaglia senza quartiere in difesa della dignità dei giornalisti, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale. Il quadro d’insieme è allarmante, anche perché una crisi dell’editoria senza fine e senza prospettive, finirebbe con trascinarsi dietro il sistema di un’informazione libera e plurale, pilastro fondamentale su cui si regge ogni democrazia. è un rischio che non ci possiamo permettere di correre.

Adelmo Gaetani

Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

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