Inps su Twitter e “sfonda” con open data
L’Inps è ora online anche su Twitter, con un profilo ufficiale che estende la presenza dell’Ente sui social media. Il profilo Twitter dell’Inps (@Inps_it) si aggiunge ai canali di comunicazione istituzionali già attivi, con l’obiettivo di favorire la diffusione delle informazioni, raggiungere un pubblico che predilige nuove forme di distribuzione delle informazioni e delle comunicazioni.
Attualmente, l’Inps è già attivo su Facebook con quattro pagine tematiche (Riscattare la Laurea, Utilizzare i Buoni Lavoro, Gestire il Lavoro Domestico e Pensioni: Sistema Contributivo), seguite da più di 15mila fan e su YouTube con un proprio canale ufficiale, che ha raggiunto circa 30mila visualizzazioni.
Il profilo @Inps_it è raggiungibile direttamente all’indirizzo: www.twitter.com/Inps_it. Diventando suoi followers, gli utenti potranno essere costantemente aggiornati su tutte le novità pubblicate dall’Istituto. I contenuti diffusi attraverso il profilo Twitter avranno solo una valenza informativa generale, mentre per eventuali approfondimenti, richieste di servizi o prestazioni, occorre sempre far riferimento al sito www.inps.it. Restando nel campo degli strumenti di comunicazione avanzata, occorre segnalare che in meno di un anno, dal sito Inps (www.inps.it) sono stati scaricati oltre 420mila dati in formato aperto (Open Data). Il 10% dei download è stato eseguito dall’estero.
E gli utenti hanno mostrato un gradimento significativo, attribuendo un voto pari a 7 abbondante, in una scala da 1 a 10. Ricordiamo che l’Inps ha aperto già dall’inizio dello scorso anno i suoi dati, rendendoli disponibili nel formato “Open”, non solo in risposta alle indicazioni emanate dalle direttive europee, ma anche per procedere nel percorso di trasparenza nei confronti dei cittadini. Ora, ad un anno di distanza, la sezione Open Data dell’Inps (cui si accede dall’Home Page del sito istituzionale www. inps.it) si arricchisce di un ulteriore tassello, uno spazio dedicato alla segnalazione di App o utility realizzate con gli Open Data Inps, nell’ottica del riuso pubblico e privato dei dati.
La nuova sfida per tutte le Pubbliche Ammi nistrazioni è oggi quella di rendere pubblici i propri dati come Open Data, al fine di permettere un maggior controllo della qualità del proprio lavoro e una maggiore interoperabilità tra i diversi servizi trasversalmente offerti ai cittadini. Chi ha intrapreso questo percorso da tempo – come l’Inps e altre Amministrazioni Pubbliche – si trova già avanti rispetto alle nuove sfide amministrative, avendo anticipato quanto recentemente regolato dal legislatore.
La sezione Open Data dell’Inps contiene oltre 150 dataset su lavoro, pensioni e prestazioni assistenziali. Queste informazioni sono pubblicate ed accessibili in vari formati, nel rispetto dell’articolo 18 del D.L. 83/2012, da tutti conosciuto come Decreto Sviluppo. Fra i dataset più scaricati, quelli relativi ai “Requisiti per l’accesso al pensionamento anticipato” e quelli delle “Aliquote contributive artigiani e commercianti”.
Antonio Silvestri
















