Isee dal 2014: Alt ai furbetti delle agevolazioni
Via libera alla riforma dell’Isee da parte del Consiglio dei ministri. Con il recente provvedimento governativo, assume veste nuova l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che dal 1998 stabilisce i benefici a cui possono accedere i contribuenti e le famiglie italiane. E stavolta, assicurano i bene informati, sarà la fine per i finti poveri che riescono ad accedere ad agevolazioni sulla base di dichiarazioni false o incomplete.
L’Isee è l’indicatore che consente, in presenza di particolari parametri, di accedere a prestazioni socio-assistenziali, oppure di tipo sanitario, o infine a sconti sui pagamenti delle rette universitarie o di altri servizi pubblici. Un’attenzione particolare viene riservata – dal nuovo Isee – alle famiglie numerose, con oltre tre figli, ma anche a quelle in cui vi è un disabile a carico. Maggiore attenzione viene riservata alle fasce più esposte in situazione di crisi economica e dell’occupazione, come i pensionati, i precari e i disoccupati; vengono anche ridefiniti i parametri di base come i patrimoni delle singole famiglie, che saranno composti in base al reddito e ai possedimenti mobiliari o immobiliari di ogni singolo componente.
Infine, nel computo dei beni significativi per l’Isee, assumano valenza anche gli immobili posseduti all’estero. Per chi abita una casa in affitto viene introdotta la possibilità di dedurre parte del canone di locazione, mentre arriveranno nuove agevolazioni su chi compie lavori domestici o chi presta aiuto a soggetti non autosufficienti. Quali redditi “escono”, invece, dal calcolo dell’Isee? Vengono introdotti alcuni abbattimenti per redditi di lavoro e di pensione, viene sottratto l’importo degli assegni di mantenimento, viene dedotta una quota del canone di locazione, è prevista una franchigia per i nuclei con disabili, oltre l’abbattimento delle spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale per i non autosufficienti. Per quanto riguarda il patrimonio, è prevista la maggiorazione della franchigia relativa all’abitazione per ogni figlio convivente successivo al secondo, così come viene significativamente ridotta la franchigia prevista per il patrimonio mobiliare, attualmente a 15.500 euro.
Inoltre, il nuovo Isee supera il principio secondo cui ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare. La nuova formulazione apre la possibilità di definire, solo per alcune prestazioni, l’appartenenza di un soggetto ad un diverso nucleo familiare. Ultima innovazione da segnalare: l’introduzione del cosiddetto Isee “corrente”: in presenza di variazioni significative della situazione reddituale in corso d’anno, come ad esempio nel caso di perdita del lavoro, si potrà aggiornare la dichiarazione, adeguandola al nuovo spiacevole stato di disoccupato. Ma con il nuovo Isee scatteranno anche misure per rafforzare i controlli, al fine di evitare casi di abuso. Proprio nei giorni scorsi, un’indagine della Guardia di Finanza ha scoperto, nell’ambito di un’inchiesta sulle borse di studio universitarie, che molte delle autocertificazioni riportano dati non veritieri.
Antonio Silvestri
















