ISSR DI LECCE/LA PROLUSIONE DI MONS. PIERO CODA
PER UNA LETTURA DELLA LUMEN FIDEI
La riflessione di mons. Coda sull’Enciclica di Papa Francesco, si è articolata a partire dalla significativa contestualizzazione della sua data di pubblicazione, il 29 giugno festa di San Pietro e Paolo: ministero del Papa e confermazione nella Fede. L’Enciclica, sul solco del Concilio Vaticano II, rimette al centro della vita il primato di Dio in Cristo. È in Cristo che Dio si rivela e in questa illuminazione è espressa la fides quae, contenuto della Fede, ma anche la fides qua, atto di risposta che si compie nell’Amore.
Poiché, come afferma San Tommaso, la Fede è viva quando è caritate formata, cioè quando è animata all’interno dall’Amore, ecco che si manifesta il rapporto personale con Dio. La chiamata personale svela il significato profondo di dono della Fede, che è luce, senso e verità dell’esistenza. Dopo un periodo storico in cui la Fede veniva associata al buio e all’arretratezza, con il Concilio Vaticano II la riconosciamo come sorgente di bontà infinita, come iniezione di luce e “fonte cristallina”, così come nelle parole di San Giovanni della Croce, superando il rischio dell’idolatria che, per Martin Buber, è un rivolgersi ad un non-volto, ad un idolo che non parla e che impedisce l’accesso alla libertà.
La Fede palesa la sua forma ecclesiale di comunità, di relazione naturale con l’altro, di condivisione come membra di un unico corpo. Questa rappresenta l’ardita sfida dei nostri tempi, così connotati dalle ragioni dell’individualismo; sfida raccolta dal Concilio Vaticano II. Il primato di Dio in Cristo indica il percorso di Luce per il mondo, in tutti i settori che consentano di rispondere alla sete di umanità.
Giuseppina Capozzi


















