Pubblicato in: Ven, Mag 23rd, 2014

Issr/“Incontrarvi, dono del Signore e motivo di gioia”

La Laurea Magistrale di Simonetta De Pascali sulle tre Visite Pastorali di Mons. Ruppi attraverso le pagine de “L’Ora del Salento”.

Il lungo insediamento di Cosmo Francesco Ruppi nell’Arcidiocesi di Lecce, ha lasciato se­gni evidenti del suo passaggio, segni che, con dovizia di particolari e particolare attenzione agli aspetti religiosi, sono stati seguiti, nel corso degli anni dal settimanale cattolico citta­dino.

MONS. RUPPI

Il lavoro di tesi per la laurea magistrale in Scienze Religiose di Simonetta De Pascali, dal titolo Le Visite Pastorali di Mons. Cosmo France­sco Ruppi nell’Arcidiocesi di Lecce: una rilettura attraverso il settimanale “L’Ora del Salento”, ha messo in luce proprio la volontà di documentare le gesta del Presule verso la sua amata chiesa.

CENNI BIOGRAFICI

Mons. Cosmo Francesco Ruppi nasce ad Alberobello il 6 giugno del 1932, da Martino e Livianna Sampietro e viene ordinato sacerdote il 18 dicembre 1954. Ordinato vescovo della Diocesi di Termoli e Larino il 13 maggio del 1980, vi trascorre otto anni, erigendo quattro nuove parrocchie, costruendo cinque chiese e restaurando i rispettivi episcopi e seminari. Il 7 dicembre del 1988 viene ordinato Arcivescovo metropolita di Lecce, diocesi in cui termina il suo mandato per raggiunti limiti di età nel 2009. Si spegne ad Alberobello il 29 maggio 2011, all’età di settantotto anni.

LE OPERE PER LECCE

Già dall’anno successivo al suo insediamento nel capoluogo salentino, egli avvia diversi pro­getti, tra cui la costruzione del nuovo Seminario e il Centro Mediterraneo di Cultura, compren­dente la Casa Pastor Bonus, la nuova Casa del Clero nel centro storico di Lecce, la completa restaurazione del Seminario Estivo e dell’Oasi Madonna di Roca, il restauro di molte chiese, tra cui la Cattedrale, l’illuminazione artistica di piazza Duomo, la ristrutturazione dell’Antico Seminario con la nuova destinazione d’uso per gli Uffici di Curia, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, la Biblioteca Innocenziana, l’Archivio storico Diocesano e il Museo diocesano. Nella sua missione di guida e pastore di uomini, è rilevante l’impegno profuso per l’accoglienza di migliaia di profughi giunti da ogni angolo del mediterraneo sulle coste pugliesi, per i quali organizza il centro di accoglienza Regina Pacis.

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UN EVENTO ECCLESIALE STORICO

Nel 1993 si annuncia la Visita di Giovanni Paolo II a Lecce, un evento storico, che suscita imme­diatamente la gioia della comunità e dello stesso Arcivescovo che, visibilmente commosso ne da annuncio in Cattedrale, esprimendo la soddi­sfazione per il grande privilegio e la gratitudine per un dono tanto a lungo desiderato. Quello di Woytila a Lecce risulta un viaggio autentica­mente pastorale, una vera e propria catechesi, che si è articolata sui temi dell’umiltà, del servizio, della testimonianza, della carità: valori che il Pontefice ha riconosciuto nella tradizione culturale e spirituale del territorio meridionale e nelle sue genti e che ha riproposto con forza e convinzione.

LE VISITE PASTORALI

L’Arcivescovo ha compiuto ben tre visite pasto­rali all’interno della sua diocesi, tutte seguite ed accolte dai fedeli come gesto d’autentico affetto da parte del Presule. La prima, la più lunga, dal 4 novembre 1990 al 3 gennaio 1994, la seconda dal 21 novembre 1996 all’8 aprile 1998 e infine l’ultima, la terza, dal 2 giugno 2001 al 30 maggio 2004. A caratterizzare queste visite è, tra l’altro, l’attenzione secondaria, e spesso lasciata alla cura dei convisitatori, alla verifica della manutenzione delle strutture, degli edifici sacri e dei beni immo­bili, dell’arredamento liturgico e della documen­tazione archivistica. Per il Vescovo, infatti, era di primaria importanza l’incontro con le singole persone e la riflessione sulla vita cristiana di ogni categoria incontrata. Non si limita solo agli in­contri nelle comunità parrocchiali, ma entra nelle case degli ammalati, dei giovani, delle categorie deboli, laddove serve una parola di conforto, di speranza e di aiuto. Scrive egli stesso, in occa­sione della terza visita, sul settimanale: “ho tanto desiderato questo nuovo appuntamento, come un dono grande del Signore, e sospiro la gioia di potervi incontrare, parrocchia per parrocchia, di entrare nelle case dei malati, nelle scuole, dove la gente vive e opera. So che vi state preparando con impegno a questo appuntamento, che non ha altro scopo che quello di incoraggiare i cari sacerdoti, stimolare nuove energie laicali e far camminare il progetto Pastorale”.

Eugenia Quarta

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