Pubblicato in: Sab, Set 20th, 2014

Itinerario/Feste Patronali, passione popolare

In altre quattro comunità cittadine per scoprire l’evoluzione delle devozioni e delle tradizioni locali in onore dei Santi.

Prosegue il nostro itinerario attra­verso il compren­sorio diocesano alla scoperta dei suoi preziosi fiori all’oc­chiello: i Comitati Feste Patronali, in particolare a Merine, San Cesario, Lizzanello e Cavallino. 

SAN CESARIO/IN ONORE DI SAN GIUSEPPE E DEL PATRONO 

A San Cesario, il Comitato è costituito da un de­legato Presidente, Pietro Antonio Capone, dal parroco che è il Presidente, nella persona di don Gino Scardino, da Pierluigi Perrone, il cassiere, Cesare Masella, il vice-Presidente, Salvatore Gilli, Massimo D’Elia, Luigi Pagano, Raffaele Ingrosso, Simone Morelli, Ernesto Falcucci, Marianna Masella. Altri si dovrebbero aggiungere entro la fine del mese con le nuove elezioni, perché questo è il Comitato uscente che lavorerà per altri 3 anni, secondo quanto è previsto nel regolamento parroc­chiale. Le sue finalità sono, in particolare, progettare per due feste patronali: quella di San Giuseppe della Stella, otto giorni dopo Pasqua, in cui si appronta una fiera di tradizione secolare, nota in tutta la Puglia. (Con l’avvento dei supermercati – attesta Capone – ha perso un po’ di smalto, ma è sempre significativa). E poi quella di San Cesario, patrono, festeggiato o l’ultima domenica di luglio o la penultima. “Facciamo una piccola festa dedicata a San Cesario anche il 7 novembre, con la processione. Per l’occasione si depone un fiore sul campanaro, un tempo con l’ausilio di un volontario, oggi grazie ai vigili del fuoco”. Il rito religioso contempla la S. Messa, secondo il calendario fissato nei manifesti; il rito civile, che agisce in sinergia con il parroco, riceve un “La” dal Comitato, per garantire anche momenti di sano divertimento. Occuparsi della banda, lumi­narie, fuochi d’artificio è compito del Comitato insieme alla raccolta dei fondi, gli oboli volontari per le spese; il parroco programma la processione.

DS

“Per noi tradizione è non perdere la memoria del passato per guardare al futuro, ricordare le nostre radici ed abitudini sociali”. Per mantenersi al passo con i tempi e per venire incontro alle esigenze dei più giovani, addirittura, le bande stanno rinnovando il repertorio: accanto alla lirica si eseguono canzoni moderne; a tale scopo si inventano giochi nuovi, divagazioni diverse”. Si può fare un po’ meno, ma non si può fare a meno – conclude il delegato – ci sono sempre difficoltà nell’organizzazione, pertanto, quest’anno, a differenza del precedente, inizieremo a coordinarci prima, a novembre, ma non è facile raccogliere oboli presso la gente, pur con i biglietti in vendita e i premi in palio. Si farà una riffa, benché sia compli­cato riuscire a recepire e reperire quel gruppetto di volontari che vadano a raccogliere i fondi. Inoltre, non ci sono sprechi. A gennaio si raccolgono i frutti di tanta dedizione e volontariato appassionanti”.

CAVALLINO/INSIEME PARROCCHIA E COMUNE

Sono 10 le persone che a Cavallino formano il Comitato. La tradizione ogni anno si rinnova, è sempre proteiforme, senza prescindere dai suoi punti saldi devozionali. Anche il Comitato subi­sce delle variazioni periodiche. Il patrono della città è San Domenico da Guzmann, che si festeggia il 3 e 4 agosto, ma il culto cittadino è rivolto anche alla Madonna del Monte, la prima domenica di maggio. La venerazione a lei è praticata dalla stragrande maggioranza dei fedeli, mentre è meno radicata quella al santo. “Le difficoltà per l’organizzazione sono un dato comune a tutto il territorio, non solo dettate dalla crisi economica, ma pure dall’allonta­namento dei più giovani dalle pratiche religiose” – afferma il Presidente del Comitato, Giuseppe Giordano. Infatti, gli oboli per la festa vengono raccolti precipuamente tra gli an­ziani; scarsamente coinvolgibili sono gli altri.

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C’è collabo­razione tra Chiesa e Comune nel connubio tra rito religioso e civile. Quest’ultimo prevede l’allestimento delle luminarie e l’esplosione dei fuochi d’artificio, per i quali si aspettano gli ultimi giorni se, secondo l’amministrazione, è possibile brillarli. Le modalità per raccogliere le offerte vanno dai contributi di alcune ditte alla raccolta di fondi nella cassetta in chiesa il fine settimana. Inoltre, per lo stesso motivo, il sabato si gira per i caseggiati e la domenica in piazza. Le somme, dunque, raggranellate da ottobre a maggio, sono variabili e comprendono anche quanto racimolato bussando presso i privati cittadini, non sempre con successo. “Non sussiste obbligo di donazione per nessuno: ciascuno dà quanto sente e può”conclude il sig. Giordano. Tra i facenti parte del Comitato ci sono: Roberto Capone, Giuseppe Pascali, Vito Marullo, Andrea De Pascalis, che coadiuva­no il Presidente, Giuseppe Giordano.

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