Itinerario/Feste Patronali, passione popolare
LIZZANELLO/IL 10 AGOSTO LE BANDIERE NUOVE
Il Comitato di Lizzanello è costituito da 4-5 persone che collaborano con la parrocchia. “Ho cercato di tener viva per i fedeli la tradizione sia religiosa che culturale, che abbiamo ereditato dai nostri antenati “- dice Vito Pascali, delegato. Nel corso del tempo sono subentrate le bande, le luminarie, perché prima la festa offriva solo i prodotti esibiti dagli esercenti nelle bancarelle, mentre oggi è diventata quasi un mercato. Essa è dedicata a San Lorenzo martire. In particolare il 19 gennaio si festeggia San Lorenzo del terremoto con annesso falò, con i bandisti, i musicisti che accompagnano la processione per le vie del paese e con l’accensione del falò. Ciò è conseguenza delle scosse telluriche che nel XV-XVI secolo sconvolsero la popolazione locale, la quale invocò con buon esito il suo patrono e da allora lo festeggia così.
Poi, innalzò la colonna in piazza San Lorenzo per un’epidemia di colera scongiurata. “Il 10 agosto alle 11,00 – prosegue il sig. Pascali – sventolano le bandiere nuove, che si depongono, in seguito, il primo giorno dell’agosto successivo. Tradizione suggestiva. I cittadini attendono l’evento con entusiasmo”. Ci sono difficoltà organizzative a iosa dal punto di vista economico, specialmente per l’allestimento. Prima, la gente partecipava di più; oggi, molti non sentono la festa. “Due o tre giovani mi danno una mano – dice Vito – perché ho esigenza di aiuti, lenti a venire. Abbiamo fatto un bel programma quest’anno con don Albino De Pascali e don Andrea, i parroci di Lizzanello. È bello il connubio tra rito civile e religioso, perché si collabora in tutto con il parroco e con Gianni Giannone, Gino Dell’Anna, Lorenzo Pascali, Vincenzo Lingiano”.
MERINE/IL GRANO E LA MADONNA
Il Comitato di Merine comprende circa una decina di persone. Il Presidente è il parroco, don Luca Nestola e “gli obiettivi della manifestazione” dice Maria Cretì, organizzatrice, “poggiano proprio sulla tradizione, perché sono volti a promuovere una riscoperta delle usanze e della storia delle origini del nostro paese, ma nello stesso tempo sono proiettati verso un rinnovamento ed un adeguamento ai tempi”. L’autoctona “Sagra del grano” trae la denominazione dal fatto che esso è stato il prodotto principale dell’economia del paese, fonte di nutrimento e sostentamento per i suoi antenati e anche modo di operare e produrre. Infatti, la lavorazione di tanti derivati del grano è alla base delle piccole industrie e delle attività locali. “Nello specifico la sagra – puntualizza Maria Cretì – è sorta anche come supporto alla festa patronale”. Si è voluto creare un legame tra fede e tradizione, in quanto la cerimonia è dedicata a Maria Assunta, la donna che ha generato Gesù Cristo, il seme nel suo grembo, che è il trait d’union con il chicco di grano. “La manifestazione ha come scopo non solo il lucro, ma anche il coinvolgimento del paese, l’aggregazione. Poi, se ne scaturisce un piccolo utile, si devolve a favore della parrocchia per aprire strutture a fruizione della comunità, dei giovani e per risanare le opere che necessitano di manutenzione, per il bene di tutti”. Ci sono difficoltà nell’organizzazione, in quanto la manifestazione sta ampliandosi.
Attualmente coinvolge circa 30 persone, però, il Comitato opera tutto l’anno per pianificare, ogni volta escogitando qualche novità, cercando di dare un inconsueto sviluppo ed impulso, curando soprattutto l’aspetto culturale, coinvolgendo tutte le fasce d’età specialmente i giovani, che sono il futuro di cotanto lavoro. “Quest’anno” – prosegue l’organizzatrice – la sagra è giunta alla sua XXII edizione e se ci impegna tanto, ci regala anche molte soddisfazioni, attirando numerosi visitatori (abbiamo superato le 250mila presenze nelle tre serate)”. Ormai è conosciuta anche dai turisti stranieri, che apprezzano la bontà dei nostri prodotti e la loro genuinità e, soprattutto, sono colpiti dallo spirito con cui i volontari lavorano essendo accoglienti nei confronti degli altri, pronti a dare il meglio di sé per la felice riuscita”. Il connubio tra rito religioso e civile è la forza della manifestazione, perché gli abitanti del paese sono chiamati a collaborare in prima persona, ad esempio attraverso la preparazione della pasta fatta in casa, con un intento meramente Mariano. Partecipano al comitato Luigi Giannone, il coordinatore, Maria Assunta Caricato insieme con Maria Cretì per l’economato, e per l’organizzazione, Gianni Serafino, Alfredo De Masi, Antonio D’Amico, Vita Stabile, Assunta Bianco, Maria Grazia Pallini, che si occupa del magazzino, Anna Giovannico, Enzo Piccinno, vice-presidente, Lucrezia Vinci, Dario Stamerra, che si occupa del lato artistico, Teresa Longo, per gli addobbi, Sergio Mincioni, Luigi Ingrosso, Roberto Rizzo, Gabriele De Giorgi. La sagra si svolge di solito nel weekend della seconda settimana di luglio; è nata con don Piero Quarta, è stata portata in auge da don Sandro D’Elia, ora si perpetua con don Luca Nestola.
Sonia Marulli

















