L’Omelia del Cardinale/Giusto battezzò il giovane nipote e lo chiamò Oronzo. Che significa risorto
Il Card. Fernando Filoni ha presieduto il Ponteficale del 26 agosto…

‘Verranno da Oriente e da Occidente’
Grazie per il Suo compìto lavoro al servizio dell’evangelizzazione
Grazie per aver accettato il mio invito a presiedere questa celebrazione nella solennità dei nostri Santi Patroni. Era ben giusto, mi sia permesso, venire a presiedere questa Eucaristia per la prima volta come Eminenza nella Chiesa cattedrale di Lecce. Grazie, dunque, per il dono di condividere con noi il Mistero grande della fede associandosi alla devozione di un popolo che in questi giorni onora i Santi Martiri Oronzo, Giusto e Fortunato. La nostra gratitudine si esprime nella preghiera con cui vogliamo accompagnare il suo servizio di Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli in quel particolare compito che è la grande speranza della Chiesa: “Verranno da Oriente e da Occidente”. Lei tocca con mano come la ricchezza e la fede abbiano ampi confini, aperti veramente alla Parola del Signore che coinvolge, redime e suscita entusiasmo nella testimonianza e nella professione del Vangelo. Il Signore l’accompagni nel ministero accanto al nostro Santo Padre Benedetto XVI, al quale, di sicuro, quando lo incontrerà porterà la devozione, la preghiera, l’affetto e l’obbedienza della Chiesa di Lecce, che incessantemente innalza al Signore la sua lode.
+ Domenico U. D’Ambrosio
“La fede del Vescovo martire Oronzo è alla radice della fede cristiana di questa nostra Terra. La sua testimonianza ne fa un’icona di santità sempre attuale e a noi vicina della sequela Christi”.
“Al gentile invito del Vostro Arcivescovo, S. E. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, di celebrare con voi quest’anno la patronale festa di Sant’Oronzo e dei Santi giusto e Fortunato, non potevo esimermi, nonostante qualche giorno di vacanza che trascorro, come di solito in questa nostra Terra salentina. Credo che due siano stati i motivi che hanno spinto l’Arcivescovo ad invitarmi: la nostra conoscenza già di qualche anno e la mia recente inclusione da parte del Santo Padre Benedetto XVI nel Collegio Cardinalizio, il 18 febbraio scorso”: con queste parole il Cardinale Fernando Filoni ha esordito esprimendo con gioia la propria gratitudine per l’invito e la presenza. Ed ha poi domandato la solidarietà nella preghiera per il suo impegnativo ministero: “Credo che anche voi cari sacerdoti e fedeli, potete partecipare con me a questa grande missione se mi sosterrete con la vostra preghiera e con le vostre opere di bene. Infatti che cosa c’è di più importante nella vita del cristiano se non essere fedeli alla grazia del Vangelo ricevuto e sentire il desiderio di portarlo ad altri? Il Vangelo, infatti, è parola di vita, è parola che conduce al bene. Il Vangelo è scuola di grazia e di santità”.
Il porporato ha incentrato la prima parte della sua omelia sulla santità: “Su questo concetto, ossia la santità, vorrei fermare la mia e vostra attenzione. Sono convinto che proprio la storia cristiana del nostro Salento è costellata di santità e di esempi fulgidi. Fin da quando il Vangelo è giunto dall’Oriente sulle nostre coste e cominciò ad impiantarsi in questa Terra fertile e assolata, numerosi uomini e donne, come rispecchiandosi in Cristo, ne hanno assunto l’immagine e riflesso le mille iridescenze della grazia. I Santi, infatti, portano in sé, come per così dire, la filigrana della grazia, che li ha presi, benché poveri uomini e donne, li ha trasformati e conformati facendone icone della santità di Dio. Come un diamante ha mille sfaccettature, attraverso le quali si rispecchia la luce, mostrando la bellezza dell’iridescenza, così i nostri santi sono riflesso divino della fede, della carità, della misericordia del bene”.















