La catechesi di Mons. Caliandro/Danzare la fede, racconto di una relazione
Grazie, perché ancora una volta siete così numerosi. Così è iniziato il secondo momento della catechesi diocesana sul Credo: il ringraziamento dell’Arcivescovo è scaturito da un cuore pieno di gioia nel vedere una Chiesa che si riunisce per riflettere su ciò che è chiamata a credere ed annunziare. La riflessione è stata tenuta dall’Arcivescovo eletto di Brindisi-Ostuni, mons. Domenico Caliandro.
Il presule ha aiutato a riflettere sulla nostra fede in Cristo Gesù, Signore e salvatore. Non è una lezione accademica – ha detto mons. Caliandro – ma la narrazione di una relazione. Il credo apostolico ha due versetti sul Padre, undici sul Figlio e sullo Spirito ela Chiesa altri cinque; perché tutto questo spazio dato a Gesù? La risposta è semplice: Dio nessuno lo ha mai visto, Gesù ce lo ha rivelato. Gesù è come il Padre, immenso, infinito ma per farsi conoscere da noi si è abbreviato, si è fatto piccolo, si è incarnato.
La riflessione si è articolata attorno ad alcune immagini: i pozzi, l’aquila e la danza. Leggendola Sacra Scrittura ci si rende conto di quanti pozzi abbia scavato Abramo e di come questi siano stati soffocati dai Filistei e fatti rifiorire da Isacco. I Filistei sono gente contro la volontà di Dio: sono le passioni, i vizi che accumulano fango e buttano pietre nel pozzo in modo che non si possa avere più contatto con l’acqua viva che è in ciascuno. In questo modo si diventa deserto e non si è più giardino. Chi è Gesù? È il nuovo Isacco che aiuta a riscavare, a ritrovare l’acqua viva. Gesù ripulisce il pozzo interiore finché non riemerge limpida l’immagine del volto di Dio.
Questo è stupendo perché il mondo, i vizi fanno dimenticare chi è il battezzato. Fanno perdere il valore dell’esistenza. Gesù, facendo riemergere l’immagine di Dio in ciascuno, porta alla verità, al vero Io che si fa conquistare dalla fede. Mons. Caliandro ha terminato la sua catechesi invitando alla danza. L’amore attira l’anima e il massimo dell’amore lo si trova in Lui crocifisso. Dinanzi a tanta bellezza è impossibile non danzare: innanzi a Gesù glorioso perché crocifisso, innanzi a Lui che trasforma il lutto in gioia non possiamo non danzare.
La prossima catechesi, martedì 11 dicembre, tratterà l’articolo di fede riguardante la Chiesa. A proporre la riflessione sarà Mons. Marcello Semeraro, figlio della Chiesa leccese, Vescovo di Albano.
Mattia Murra















