Pubblicato in: Lun, Ott 1st, 2012

La Chiesa fa vedere chi è Gesù …quando vive ciò che annuncia

INTERVENTO/Un contributo per i nostri lettori da parte del teologo che ha guidato l’aggiornamento dei preti di Lecce. 

Abbiamo bisogno di farci “sconvolgere i criteri di giudizio” e di “tornare a una profonda esperienza di Dio”.

uando mi è stato chiesto di venire a queste Giornate di formazione del clero su la fede dei presbiteri, mi è sembrato bene volgere lo sguardo all’unico Maestro e Signore; a quan­to ha vissuto e insegnato, per tornare a con­templare il mistero del Regno di Dio (cf Mc 4, 11), che si manifesta nella stessa persona di Cristo e di cui la Chiesaè il germe e l’inizio: “La Chiesaperciò, fornita dei doni del suo fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di carità, umiltà e abnegazione, riceve la missione di an­nunziare e instaurare in tutte le genti il Regno di Cristo e di Dio, e di questo Regno costituisce in terra il germe e l’inizio. Intanto, mentre va lentamente crescendo, anela al Regno perfetto, e con tutte le forze spera e brama di unirsi con suo Re nella gloria” (Concilio Ecumenico Vaticano II, costituzione dogmatica Lumen gentium, 5).

“In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande per­sonaggio del passato – ha affermato Benedetto XVI alla 64a Assemblea dei Vescovi italiani il 24 maggio u.s. – non ci sarà rilancio dell’azione missionaria senza il rinnova­mento della qualità della nostra fede e della nostra pre­ ghiera; non saremo in grado di offrire risposte adeguate senza una nuova accoglienza del dono della Grazia; non sapremo conquistare gli uomini al Vangelo se non tornan­do noi stessi per primi a una profonda esperienza di Dio”. 

E per questo abbiamo bisogno di farci “sconvolgere i criteri di giudizio” e di “tornare a una profonda esperienza di Dio”: “Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi del­la storia, la Fedeimpegna ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo. Ciò di cui il mondo oggi ha particolarmente bisogno è la testimonian­za credibile di quanti, illuminati nella mente e nel cuore dalla Parola del Signore, sono capaci di aprire il cuore e la mente di tanti al desiderio di Dio e della vita vera, quella che non ha fine” (Benedetto XVI, Lettera apostolica in forma di motu proprio Porta Fidei [11 ottobre 2011], n. 15; i corsivi sono nostri).

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