Pubblicato in: Sab, Mag 11th, 2013

La Cisl a Lecce. Porte aperte ai lavoratori

Piero Stefanizzi, Segretario Provinciale: “Nonostante l’ispirazione cristiana, la scelta della laicità dà un forte impulso all’autonomia culturale”.

CislScuola-035 

L’autonomia delle categorie, pur nel quadro delle politiche nazionali, è da sempre a fondamento della strategia del nostro sindacato”. 

Una confederazione di sindacati d’ispi­razione cristiana, fi­nalizzata alla tutela dei lavoratori, volta all’autonomia culturale e politi­ca e aperta a tutte le provenien­ze politico-ideologiche: ecco come Piero Stefanizzi, segreta­rio provinciale della Cisl Lecce, descrive questa realtà attiva da ormai oltre metà secolo, appro­fondendo il discorso con un’a­nalisi storico-sociale dell’Italia negli ultimi decenni.

Piero Stefanizzi, quali sono le peculiarità del vostro sin­dacato?

Nonostante l’ispirazione cri­stiana, la scelta da sempre ope­rata dalla Cisl è la laicità, che dà un forte impulso all’autonomia culturale. La Cisl è innanzitutto un’associazione, fa leva sull’a­desione volontaria dei lavora­tori ed è aperta a tutte le pro­venienze politico-ideologiche.

In che modo questa ricerca di autonomia si traduce in realtà?

L’autonomia dai partiti e dallo Stato trova i suoi presupposti nell’autonomia della dimensio­ne sociale nei confronti di quel­la politica. Sono di Pastore le parole «il sindacato è una delle più importanti società interme­die di una società pluralistica». E ancora: «un’associazione in­termedia o è autonoma o non è». Fin dagli albori, la Cisl opta per l’incompatibilità tra cariche sindacali e cariche direttive di partito. Non è mancata nel tem­po occasione per contrapporsi a governi guidati da esponenti vi­cini alla Cisl. La Cisl adotta fin dall’inizio una politica di auto­nomia dal padronato, senza per questo dichiararsi antagonista al sistema capitalistico.

Cosa è e da dove deriva il doppio livello di contratta­zione?

La politica di cui si fa por­tavoce la Cisl a partire dagli anni Cinquanta sposa il colle­gamento tra salario e produt­tività: “le possibilità reali di miglioramento dei salari e delle condizioni di lavoro sono stret­tamente collegate allo sviluppo dell’efficienza e della redditivi­tà del sistema” fu dichiarato al Consiglio generale di Ladispoli del 1953. Cinquanta anni fa la Cisl eleggeva così il luogo di lavoro quale luogo privilegiato di intervento del sindacato che, se si muovesse solo a livello nazionale, ingabbierebbe ed ir­rigidirebbe le possibilità di col­legare il maggior profitto di una singola azienda ad un maggior guadagno per i lavoratori.

Da qui, quindi, la nascita della contrattazione azien­dale?

Sì. L’individuazione di un se­condo livello di contrattazione si accompagna alla finalità di una più equa distribuzione del reddito, in una logica di con­trapposizione al monopolio di pochi – su molti – della ric­chezza prodotta. Presupposto della contrattazione aziendale diventa l’organizzazione di rappresentanze Cisl nel luogo di lavoro. È così che nel 1954 vengono istituite le Sezioni sin­dacali aziendali (Sas). La con­trattazione articolata diventa la bandiera della Cisl, insieme alla contrattazione a tutti livelli che dà ragione alla proclamata au­tonomia delle categorie. La Cisl nasce, infatti, come confedera­zione di sindacati di categoria.

Pages: 1 2 3 4 5

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti