Pubblicato in: Ven, Ott 26th, 2012

LA CITTÀ DEI NON VEDENTI

CECITÀ E ISTITUZIONI/A colloquio con Antonio Maggiore, Presidente dell’unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti della Provincia di Lecce.  

“L’amministrazione leccese, con gli assessorati competenti, è attenta all’abbattimento delle barriere architettoniche”.  

La cecità è un problema inveterato quanto la storia umana, già nell’A.T. considerata punizione divina, cau­sante angoscia, solitudine, povertà e abbandono e nel N.T. associata alla possibilità di guarigione fisica e re­denzione spirituale. A tal proposito abbiamo intervi­stato il Presidente dell’Unione Italia­na dei Ciechi e degli Ipovedenti della sezione di Lecce, Antonio Maggio­re, la cui sede è adiacente all’Istituto “A.Antonacci”.

Quali sono gli strumenti e le tecniche per gli ipovedenti?

Sono disponibili video ingran­ditori da tavolo o portatili o piccoli ingranditori, quali lenti a distanza, per leggere scritti di piccolo calibro, come le etichette sugli scaffali di un supermercato. Inoltre, per usare i computer ci sono sistemi video in­grandenti: sono software applicati al computer, che consentono all’ipove­dente di ingrandire l’immagine ori­ginaria secondo la necessità. Questi sistemi informatizzati sono spesso accompagnati da sintesi vocale in modo da suffragare colui che ha for­te riduzione visiva e desidera anche coltivare il gusto della lettura, ma ha bisogno di ausilio. C’è quindi una sintesi vocale che coadiuva l’ingran­dimento e aiuta a capire eventuali schemi o lettere che il soggetto non riesce a decifrare.

E per i non vedenti?

Esiste una serie di strumenti: la sintesi vocale è uno di essi e legge ciò che appare sullo schermo del compu­ter. Per chi conosce il Braille, poiché l’ascolto stanca, c’è la barra Brail­le, ove è scritto quanto pronunciato dalla sintesi vocale. Ciò permette la corretta ricezione di termini anche in lingua straniera, la composizione di una relazione o una lettera senza errori, intervenendo sui singoli ca­ratteri per cancellare o aggiungere.

Con tali supporti per la lettura e l’u­so del computer con i normali pro­grammi, è possibile per ogni utente l’autonomia, obiettivo principale da perseguire. Il problema sorge se si usa un programma diverso dal­lo standard riconosciuto da questi strumenti, perché lo screenreader, che presiede alla sintesi vocale, può dare informazioni non esatte. Anche gli smartphone o i-phone sono gran­di invenzioni, ma digitali, sprovviste di tastiera. Pur essendo vocalizzati, risultano lontani dall’efficienza ri­chiesta.

Purtroppo, per la legge del mer­cato, le ditte che producono questi oggetti possono risolvere problemi per l’uso comune, ma per un non ve­dente, che rappresenta rispetto alla totalità un’esigua minoranza, questi costi non si ammortizzano. Dovrebbero intervenire gli Stati, considerando che le minoranze sono problema della società, non del singolo. Si è ciechi o perché non curati opportunamente o per problemi d’igie­ne, come nei Paesi poco sviluppati e privi di mezzi di prevenzione.

Oltre al computer, i lettori di audiolibri of­frono cultura, compa­gnia e svago e, grazie ad essi, l’Unione Italia­na ciechi ha creato un centro di produzione del libro parlato. Tramite lettori vengono realizza­ti libri da leggere anche sfogliandoli come un comune cartaceo con il sistema Daesy, selezio­nando pagine e capitoli. Questa lettura ragionata è utile specialmente per chi deve studiare tomi di filosofia, pedagogia, sto­ria ecc. L’unico proble­ma è l’esoso costo di tali strumenti, che tra l’altro consentono anche di registrare conferenze, musi­ca, programmi radio.

Pages: 1 2 3 4

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti