LA CITTÀ DEI NON VEDENTI
CECITÀ E ISTITUZIONI/A colloquio con Antonio Maggiore, Presidente dell’unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti della Provincia di Lecce.
“L’amministrazione leccese, con gli assessorati competenti, è attenta all’abbattimento delle barriere architettoniche”.
La cecità è un problema inveterato quanto la storia umana, già nell’A.T. considerata punizione divina, causante angoscia, solitudine, povertà e abbandono e nel N.T. associata alla possibilità di guarigione fisica e redenzione spirituale. A tal proposito abbiamo intervistato il Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della sezione di Lecce, Antonio Maggiore, la cui sede è adiacente all’Istituto “A.Antonacci”.
Quali sono gli strumenti e le tecniche per gli ipovedenti?
Sono disponibili video ingranditori da tavolo o portatili o piccoli ingranditori, quali lenti a distanza, per leggere scritti di piccolo calibro, come le etichette sugli scaffali di un supermercato. Inoltre, per usare i computer ci sono sistemi video ingrandenti: sono software applicati al computer, che consentono all’ipovedente di ingrandire l’immagine originaria secondo la necessità. Questi sistemi informatizzati sono spesso accompagnati da sintesi vocale in modo da suffragare colui che ha forte riduzione visiva e desidera anche coltivare il gusto della lettura, ma ha bisogno di ausilio. C’è quindi una sintesi vocale che coadiuva l’ingrandimento e aiuta a capire eventuali schemi o lettere che il soggetto non riesce a decifrare.
E per i non vedenti?
Esiste una serie di strumenti: la sintesi vocale è uno di essi e legge ciò che appare sullo schermo del computer. Per chi conosce il Braille, poiché l’ascolto stanca, c’è la barra Braille, ove è scritto quanto pronunciato dalla sintesi vocale. Ciò permette la corretta ricezione di termini anche in lingua straniera, la composizione di una relazione o una lettera senza errori, intervenendo sui singoli caratteri per cancellare o aggiungere.
Con tali supporti per la lettura e l’uso del computer con i normali programmi, è possibile per ogni utente l’autonomia, obiettivo principale da perseguire. Il problema sorge se si usa un programma diverso dallo standard riconosciuto da questi strumenti, perché lo screenreader, che presiede alla sintesi vocale, può dare informazioni non esatte. Anche gli smartphone o i-phone sono grandi invenzioni, ma digitali, sprovviste di tastiera. Pur essendo vocalizzati, risultano lontani dall’efficienza richiesta.
Purtroppo, per la legge del mercato, le ditte che producono questi oggetti possono risolvere problemi per l’uso comune, ma per un non vedente, che rappresenta rispetto alla totalità un’esigua minoranza, questi costi non si ammortizzano. Dovrebbero intervenire gli Stati, considerando che le minoranze sono problema della società, non del singolo. Si è ciechi o perché non curati opportunamente o per problemi d’igiene, come nei Paesi poco sviluppati e privi di mezzi di prevenzione.
Oltre al computer, i lettori di audiolibri offrono cultura, compagnia e svago e, grazie ad essi, l’Unione Italiana ciechi ha creato un centro di produzione del libro parlato. Tramite lettori vengono realizzati libri da leggere anche sfogliandoli come un comune cartaceo con il sistema Daesy, selezionando pagine e capitoli. Questa lettura ragionata è utile specialmente per chi deve studiare tomi di filosofia, pedagogia, storia ecc. L’unico problema è l’esoso costo di tali strumenti, che tra l’altro consentono anche di registrare conferenze, musica, programmi radio.















