La conversione, condizione permanente
FAMILY 2012/Un nuovo compito per le coppie di separati, divorziati e risposati cristiani emerge al
termine di un ciclo di incontri organizzato e promosso dall’Ufficio per la Pastorale della Famiglia di Lecce.
Carissimi lettori, carissime lettrici, nei giorni scorsi ci siamo riuniti per l’ultimo degli incontri di spiritualità per separati, divorziati e risposati cristiani organizzati dall’ufficio di pastorale della famiglia e della vita dell’arcidiocesi di Lecce. Abbiamo ringraziato il Signore perché ci siamo incontrati ancora una volta in tanti e perché siamo stati bene insieme.
Nel corso di questi mesi è cresciuta la conoscenza e la comprensione reciproca ed abbiamo condiviso le sofferenze e la consapevolezza che il Signore ci ama e che grazie a Lui possiamo superare uno dei dolori più grandi della vita, che è quello di sentirsi traditi nell’amore. Dopo aver preso consapevolezza di tale grandissimo dolore e delle conseguenti ferite, che stentano a rimarginarsi, abbiamo fatto una riflessione sul nostro ruolo nella comunità cristiana. Capire quale compito possiamo assumere significa portare a compimento il percorso personale e comune fino ad oggi affrontato e rafforzare il rapporto con Dio e con la Chiesa, preparandoci ad essere disponibili a diventare “operai” impegnati nella
“vigna” del Signore.
Un simile compito non ci può far dimenticare che noi stessi siamo i tralci della vigna da coltivare e che la nostra linfa è la parola di Dio e la preghiera. Solo con la grazia e la forza che ci è data con la discesa dello Spirito Santo possiamo amare gratuitamente e profondamente il prossimo. Amare significa sentirsi parte di un grande corpo, che è la Chiesa, ed essere consapevoli che tutti noi, che siamo stati battezzati in un solo Spirito, formiamo un solo corpo. Ciascuno di noi, in quanto parte del corpo mistico della Chiesa, ha il suo ruolo ed è importante, al pari di ogni altra parte, per il buon funzionamento dell’intero organismo. Un anonimo fiammingo del XIV secolo ha scritto: Dio non ha mani, ha soltanto le nostre mani per costruire il suo Regno. Dio non ha piedi ha soltanto i nostri piedi per camminare sui suoi sentieri. Dio non ha labbra, ha soltanto le nostre labbra, per portare il perdono. Nel corso della riunione è emerso che tanti di noi, che hanno vissuto l’esperienza traumatica della perdita dell’amore dell’altro, che ritenevano dovesse accompagnarli per l’intera vita, possono spiegare ad altri che hanno fatto o stanno facendo, ovvero rischiano di fare, la medesima esperienza, che il perdono salva noi stessi e chi ci sta affianco ed è uno degli strumenti più importanti che Dio ci mette a disposizione per convertire i nostri cuori.
Il cammino di conversione che tutti noi facciamo continuamente ci consente di partecipare alla costruzione del Regno ed alla coltivazione della vigna con l’operosa carità di ciascuno, utilizzando i propri carismi, che sono diversi da persona a persona. Più ci avviciniamo al Signore e maggiore è la convinzione che per ottenere buoni frutti dobbiamo metterci al servizio del Signore e farci docili ed obbedienti operai, senza aver paura di svolgere anche il più umile dei lavori per contribuire a raccogliere un buon frutto. In ogni momento della nostra giornata, come della nostra vita, affidandoci al Signore possiamo scegliere di fare ciò che Egli desidera che noi facciamo, aprendo le porte del nostro cuore e della nostra anima a Cristo e diffondendo intorno a noi la gioia che l’Amore di Dio dona a tutti i suoi figli, senza distinzione alcuna e così potremo godere e condividere questa gioia, che lenisce e guarisce tutte le ferite che il nostro cammino terreno provoca.
Abbiamo così concluso che la prima opera che Dio desidera che compiamo, senza distinzione tra coloro che godono ancora di un rapporto d’amore stabile con l’altro e coloro che hanno interrotto un simile rapporto, è quella di convertirsi e convertire gli altri all’Amore di Dio e di camminare insieme nella carità. Soltanto affidandoci a Lui totalmente, con la preghiera, potremo capire in quale ambito impegnarci.
Cari saluti a tutti Voi fratelli e sorelle in Cristo Gesù da Letizia Graziuso e Giuseppe Garrisi.















