Pubblicato in: Sab, Ott 20th, 2012

La Cultura della Donazione…Se Trapianto vuol dire Vita anche a Lecce

A colloquio con Pino Neglia, Presidente Provinciale dell’Aido . 

“Nel Salento tre centri di trapiantologia. In dieci mesi effettuati soltanto tre prelievi: espiantati fegato, reni, cuore e cornee”.  

Due reni, un fegato, un pancreas, due polmoni, un cuore e due cornee. Un solo donatore può salvare fino a otto vite. Ogni anno, in Italia, migliaia di persone sono colpite da gravi malattie agli organi vitali e per molte il trapianto rappresenta l’unica soluzione per rimanere in vita. Sin dai primi anni ’70, in Ita­lia, il programma di trapiantologia ha permesso di placare il dolore di tanti, dando al contempo all’uomo che muore un’ultima possibilità: quella di accendere una speranza di vita per un altro essere umano.

Donare non è una scelta eroica. È un gesto di ordinaria umanità, di solidarietà e di responsabilità verso quel tutto di cui, per un certo tempo, si è fatto parte. È la bat­taglia tra la vita e la morte che la scienza ha vinto. E che si chiami egoismo, superficialità o incapacità di leggere l’opportunità data dalla scienza, poco importa dal momento che nulla può validamente motivare il rifiuto di donare. È necessario, tuttavia, non smettere di informare, dialogare con chi ogni giorno si trova a fronteggiare situazioni del genere. La redazione de L’Ora del Salento ha rivolto qualche doman­da al dott. Pino Neglia, Presidente provinciale AIDO (Associazione Italiana Donazione di Organi) per la sezione di Lecce. 

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