Pubblicato in: Dom, Gen 27th, 2013

La dignità oltre le sbarre/Dopo la sentenza della Corte Europea per i diritti dell’Uomo: Organizzare una detenzione differente

I RECLAMI DEI DETENUTI/A Lecce nel 2010 fu condannata l’amministrazione penitenziaria a risarcire il ricorrente.

L’8 gennaio 2013 la Corte Europeaper i Diritti dell’Uomo condanna l’Italia per trattamento inumano dei detenuti.

Un pesante bollino nero per il nostro “bel Paese”. Un monito che sembra essere solo l’ultimo di una lunga lista non di rado celata all’informazione pubblica. Un verdetto epocale ma non inaspettato a parere del Magistrato Ordinario di Sorveglianza, Luigi Massimiliano Tarantino, a Lecce dal settembre 2007.

L’Italia, infatti, è lo Stato europeo con il maggior numero di condanne per violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, preceduta in classifica solo dalla Turchia. Tra i più frequenti capi d’accusa, l’eccessiva durata dei processi e le condizioni disumane in cui vivono i detenuti nelle nostre carceri. Una situazione che si protrae da anni ma questa volta il disagio degli Istituti carcerari ha raggiunto il livello massimo: meno di tre metri quadrati in cui trascorrere circa 20 ore al giorno sono stati ritenuti uno spazio non degno di un paese civile.

Di recente, però, molti sono i detenuti che hanno presentato reclamo per le condizioni in cui sono stati costretti a subire la detenzione. È accaduto a Lecce nel 2010. Ne seguì la condanna per l’amministrazione penitenziaria a risarcire il detenuto. Con l’ordinanza, il Tribunale di Lecce sottolineò come la funzione rieducativa della pena non riguardi solo gli strumenti alternativi alla detenzione, ma anche la conduzione della detenzione stessa, che non può esser concepita se non in funzione della progressiva rieducazione del detenuto.

206 ISTITUTI DI PENA

65.701 ATTUALMENTE DETENUTI

47.040 CAPIENZA CARCERI

+39% DELLA DISPONIBILITÀ

dati aggiornati al 31 dicembre 2012

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