Pubblicato in: Dom, Dic 22nd, 2013

La Festa della Luce e della Gioia

Catechesi Liturgica… La Parola di Dio celebrata a Natale.

La Solennità del Natale del Signore viene celebrata con ben quattro formulari per la Santa Messa. Risulta immediatamente evidente, perciò, l’abbondanza di Parola di Dio che viene offerta al popolo; d’al­tronde, non poteva essere altrimenti, dato che si tratta della festa del Verbo di Dio che viene ad abitare in mezzo ai suoi. In ordine le quattro Sante Messe sono: vespertina della vigilia, della notte, dell’aurora e del giorno. Nella veglia, in particolare, giunge a piena maturazione il senso dell’attesa e dell’essere vigilanti, atteggiamenti inaugurati all’inizio del Tempo d’Avvento. Nelle letture della stessa veglia, inoltre, si trovano due categorie bibliche oggi parti­colarmente significative, in quanto legate ai titoli dei due documenti magisteriali finora pubblicati da Papa Francesco.

Primo, la luce: “Il popolo che cam­minava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce riful­se”. Come non accostare la nascita del Salvatore che dal cielo scende sulla terra a quella Lumen fidei del credente che lo accompagna nell’i­tinerario inverso dalla terra al cielo? Non solo: la fede illumina anche la stessa esistenza umana, caricandola di senso e beatitudine; a tal proposi­to, occorre riscoprire, magari anche imparare a memoria, una breve espressione della Gaudium et spes, spesso ignorata eppure tra le più bel­le: “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (n. 21).

Carlo_Maratta_-_natività

Carlo Maratta-Natività, San Giuseppe dei Falegnami, 1650, Roma

Secondo: la gioia. L’evangelista Luca si distingue dagli altri per aver disseminato in tutto il suo vangelo il tema della gioia che sgorga dalla venuta e dall’incontro con Gesù Cristo; di seguito, in sintesi, tutti i brani lucani nei quali la gioia viene declinata: l’annuncio della nascita di Giovanni a Zaccaria; l’Annunciazio­ne; l’incontro tra Maria ed Elisabet­ta, che culmine con la grande lode del Magnificat; l’annuncio ai pastori; guarigione di una donna curva; le tre parabole della misericordia; l’ingresso di Gesù a Gerusalemme; i discepoli di Emmaus.

Queste cita­zioni possono a buon diritto rappre­sentare una sorta di vademecum per approfondire l’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa France­sco, che associa la gioia del Vangelo alla gioia di evangelizzare gli uomini e le donne del nostro tempo. Natale, allora come festa di luce e di gioia, contro ogni buia dispera­zione e ogni forma di cristianesimo frustrante perché stanco. La vera conversione del presente, infatti, ha bisogno di essere rivolta verso la tenacia di una fede schietta e operosa e un’esistenza ottimista e realizzata.

Carlo Calvaruso

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