La formazione sul posto di lavoro…
Alternanza scuola lavoro/Un’iniziativa del Rotary Club di Lecce a favore degli studenti.
“Formazione in alternanza”, un’idea e, soprattutto, un’azione del Rotary Club Lecce che intende avvicinare sempre più i giovani studenti locali al mondo del lavoro. La prof.ssa Ivana Melo, docente di Lingua francese presso la facoltà di Scienze della Formazione e Scienze Politiche e Sociali dell’Università del Salento, è delegata del club Rotary al progetto.
Prof. ssa Melo, da chi è partita l’idea innanzitutto?
L’iniziativa è partita da me, essendo nel settore scuola, ed è stata promossa dal Presidente del Rotary Club Lecce, Giuseppe Mauro Ferro, proposta che io conoscevo da un punto di vista professionale, poiché sono docente di francese e già nel 2000 nei testi ho scritto e trattato questa formation en alternance e l’idea di fare qualcosa a tale riguardo. Però, è chiaro che un discorso del genere viene inserito nell’attività del service che il Rotary normalmente svolge. In questo senso si è dato l’avvio a “Formazione in alternanza”, che prevede la valorizzazione dei ragazzi del nostro territorio.
In cosa consiste in particolare?
Abbiamo chiesto la collaborazione delle scuole secondarie di II grado, specificamente, e, com’è ovvio, delle Istituzioni: in questo caso la Provincia. Sono stati molto solerti e partecipativi all’iniziativa, per cui abbiamo programmato il progetto per 14 ragazzi a cui affidare una paghetta: due per ciascuno dei sette istituti interessati. È stato coinvolto soprattutto il triennio, cioè ragazzi di 17-18 anni, che, compatibilmente con la frequenza scolastica, durante la sospensione dell’attività didattica, frequentano aziende, molto ben rappresentate nel club rotariano di Lecce. Abbiamo, infatti, trovato l’appoggio favorevole anche da parte loro e individuato dei settori, tipici della tradizione salentina: il turismo, l’agricoltura, il commercio, la gestione e tutela dei Beni Culturali, l’artigianato, il settore tecnologico, la tradizione culinaria.
Non è stato, quindi, complicato intraprendere il piano?
Poiché nel nostro club, tra l’altro, abbiamo iscritti anche dei professionisti del settore non è stato particolarmente difficile, con l’ausilio della Provincia che ci ha aiutato a convocare i dirigenti scolastici e con i rappresentanti di queste realtà, che sono tutti del Rotary, attivare tale iniziativa. Quindi, sono 14 ragazzi che durante il periodo di Natale e di Pasqua potranno andare in azienda ed entrare nel vivo del mondo del lavoro, fare esperienza, verificare le scelte che per loro fin’ora si presentano teoriche, non in prospettiva e, in questo modo, verificare se esse corrispondano perfettamente con i loro desiderata, le loro capacità. Dall’altra parte le aziende, che oggi richiedono ragazzi più preparati, più competenti, in questo modo avranno pure la possibilità di verificare se essi presentino capacità particolari e magari siano candidati per le assunzioni future.
Qual è l’obiettivo?
Sono delle opportunità che noi diamo nella speranza appunto di poter “fare del bene”, secondo il principio del Rotary, rendendo possibile l’incontro tra le professioni nell’etica del comportamento corretto. È un’impostazione a livello mondiale e noi su Lecce operiamo per promuovere le risorse del nostro territorio, come appunto il settore dei giovani, che guardano con fiducia al futuro prospettato dalla situazione della nostra società. Un elemento interessante è che, siccome il Rotary annovera persone di una fascia di età al di sotto dei 30 anni, costituenti un altro aspetto del Rotaract, le nuove leve, i rotariani del domani, si sono dimostrati disponibili, entusiasti di seguire e fare da tutor ai citati studenti.
Come si svolgerà praticamente l’iniziativa?
Gli studenti andranno in azienda, opereranno, poi si incontreranno e saranno aiutati dai tutor. Intanto, potranno manifestare le loro impressioni, una volta che entreranno in contatto con la realtà lavorativa, e, nello stesso tempo, realizzare un giornale di bordo; questi ragazzi a maggio in una confacente riunione potranno riferire la propria esperienza.
















