La gente salentina di San Giuseppe da Copertino
Concluso il “tour” del Suo corpo alla Grottella e in altri centri della Provincia…
La preghiera di saluto prima della partenza (3 aprile) ha condensato gioia, commozione, certezze e memorie.
Se fosse un cantante, si direbbe che “va in tour”. Ma è un santo, allora diciamo che “va in peregrinatio”, pellegrino qua e là. Si tratta di san Giuseppe da Copertino, vissuto tra il 1603 e il 1663.
Una vita come un romanzo, vissuta nell’umiltà e nell’obbedienza, perché “l’obbedienza, diceva, è la carrozza per il paradiso”. Una vita a tutta prova, arricchita dai carismi divini. Il più appariscente è il volo. Unico tra i santi della Chiesa. E’ “il Santo dei voli”. Acclamato dal popolo, processato e assolto dall’Inquisizione, poi per sempre segregato nei conventi del centro Italia.
Quest’anno ricorre il 350° della sua morte. Copertino e Osimo sono in movimento. L’iniziativa a prova di grandi folle è la “peregrinatio” per città e paesi del Salento e di mezza Italia. Dal 23 febbraio, quando è giunto a Copertino, al 14 maggio, quando da Assisi farà rientro a Osimo.
A Copertino il Corpo del Santo è rimasto quasi sempre nel Santuario della Grottella. In una settimana ha fatto tappa alla Chiesa Madre e al Santuario san Giuseppe; poi passaggio alla “Grazia” di Galatone, quindi breve soggiorno a Casarano e Poggiardo. Alla Grottella pellegrinaggi quotidiani di paesani e forestieri: famiglie, parrocchie, istituti scolastici, movimenti ecclesiali, preti e frati. In programma anche iniziative culturali.
Il Convegno di studio su Santità e modernità di san Giuseppe da Copertino al Castello di Copertino. Il prof. Mario Spedicato, Università di Lecce, e padre Michele Pellegrini, Ministro provinciale dei frati minori conventuali di Puglia, hanno coordinato due giornate. Quindici relazioni di docenti universitari e di altri studiosi. Uno sguardo interdisciplinare, ricco di suggestioni, che ha permesso al folto pubblico una comprensione a tutto tondo del Santo copertinese.
Due eventi teatrali: Giuseppe Boccaperta di Biagio Metrangolo, musiche di Primo Alemanno, Compagnia Scena Muta di Ivan Raganato; Sospettato di santità, il “processo” del Santo davanti all’Inquisizione di Napoli, testi di Cosimo Trono e regia di Franco Camisa. Due Mostre: Estemporanea internazionale di pittura e Mostra itinerante San Giuseppe nel mondo. Momenti giovanili: Veglia notturna nella Grottella e Via Crucis dal città alla Grottella.
In 40 giorni san Giuseppe ha fatto il pieno di confidenze e invocazioni. Egli è come un familiare lontano che, al rientro risveglia forte emotività e, ripartendo lascia dentro un senso di vuoto e di nostalgia. La preghiera di saluto prima della partenza (3 aprile) ha condensato gioia, commozione, lacrime, certezze e memorie: “Abbiamo parlato cuore a cuore con te. Ci hai ascoltati e ci hai incoraggiati. La tua vita è per noi un patrimonio di bene che ci arricchisce. Ti salutiamo con tanta gioia e nostalgia. Buon viaggio e arrivederci, san Giuseppe!”
Giovanni G. Iasi
















