La Lettera Pastorale dell’Arcivescovo/Aprire la porta del cuore
La porta del cuore di Dio è sempre aperta; il suo amore di padre la tiene sempre spalancata in modo che in qualsiasi momento della vita chiunque, santo o peccatore, possa tornare nella casa da cui è partito e rispondere all’abbraccio del padre che ci aspetta, non ci giudica, vuole avere con tutti un rapporto filiale. È necessario però che qualcuno ci prenda per mano ci parli di Lui, ci accompagni sulla via che porta a casa, ci faccia capire che il padre ci aspetta;abbiamo bisogno di apostoli che annuncino la Parola, di chi la vive, di chi la testimonia con la sua gioia nella sua vita quotidiana.
Non è facile, oggi, nel contesto in cui viviamo trovare testimoni vivi del risorto, comunità che annunciano con la vita l’esperienza della comunione vissuta. E allora? Non possiamo non cercare. Come colui che assetato cerca l’acqua così noi non possiamo stancarci di cercare le sorgenti di acqua viva che può dissetare il nostro spirito.
È facile cercare altre acque, altri pascoli e fare esperienze di “libertà”; è facile dare la colpa ai cristiani “ingessati”, senza entusiasmo, che sembrano ripetere stancamente dei principi senza quello slancio che ha permesso loro di far conoscere Cristo al mondo intero. Forse siamo noi a non credere che un mondo fondato sulla “regola d’oro: fai agli altri ciò che desideri fatto a te stesso” sia possibile, forse non crediamo in un annuncio di liberazione dalle tante catene che ci tengono legati e diciamo semplicemente che un liberatore non c’è o non può esserci.
È possibile un nuovo modo di vivere non fondato sulla falsità, sull’apparire, sull’arrivismo? È possibile trovare gente che crede nell’amore scambievole, nel donazione agli altri come stile normale di vivere, che riesce ancora a credere nell’uomo prima che in Dio? Credo proprio di si. E ce ne da un esempio il nuovo papa. Sono bastati i gesti semplici ed anticonformisti cui ormai ci ha abituati, sarà il suo volto sereno e sorridente, sarà il suo parlare semplice comprensibile da tutti, sarà la sua testimonianza di vita vissuta nella semplicità.
Gerardo Ippolito















