LA PROVINCIALE LECCE – PORTO CESARIO/14 MORTI: FERMATE QUESTA STRAGE
IL 14 OTTOBRE L’ULTIMO INCIDENTE NEL QUALE HA PERSO LA VITA UNA RAGAZZA DI SOLI 23 ANNI, FINITA SUL MURO DI UNA VILLETTA.
“La mancanza di dispositivi di protezione e di sistemi di rallentamento, pericolo grave e continuo”.
Troppo spesso, in occasioni drammatiche quali per esempio gli incidenti stradali mortali, capita di sentir dire che le cose “vanno come devono andare”. Se a volte questo può servire come consolazione o soprattutto come rassegnazione sicuramente non può bastare per chi lotta quotidianamente per il rispetto della vita, cercando di dare delle risposte concrete e proporre delle possibili soluzioni per ridurre i rischi del mondo che ci sta intorno e, nel caso specifico, delle strade troppo spesso teatro di drammatiche tragedie.
Tra le vie particolarmente pericolose, bisogna annoverare la provinciale Lecce-Porto Cesareo, che dal 1989 ad oggi è stata coinvolta in tantissimi incidenti di cui purtroppo 14 mortali. L’ultimo è avvenuto lo scorso 14 ottobre, nel quale ha perso la vita una ragazza di soli 23 anni finita sul muro di cinta di una villetta. A far sentire il proprio appello di protesta sono soprattutto i residenti del tratto di strada più pericoloso, quello cioè nelle vicinanze del Velodromo degli Ulivi, segnati tristemente dalla conta delle vittime ma soprattutto dal rivivere puntualmente l’immenso dolore delle famiglie dei ragazzi coinvolti negli incidenti, scalfite in modo indelebile, per le quali poi, come afferma una residente “… la vita non è più vita e si va avanti solo per consumare il tempo di una vita che non ha più alcun senso…”.
Gli elementi che rendono pericolosa questa provinciale su citata sono soprattutto le curve presenti, la velocità esagerata resa favorevole dalla frequente assenza di controllo, la mancanza in diversi tratti di dispositivi di protezione come guard rail, che potrebbero quantomeno ridurre gli effetti dovuti a sbandamento, o di sistemi di rallentamento tra quali anche delle rotatorie.
Questi e altri suggerimenti sono stati proposti tante volte dai vari abitanti di quella strada, sia per limitare gli incidenti di chi percorre la strada sia per ridurre i rischi di chi quotidianamente deve attraversare il cancello della propria casa ai quali è capitato spesso di rischiare in prima persona per il solo fatto di trovarsi nelle vicinanze del muro di recinzione nel preciso momento dell’incidente. è arrivato davvero il momento di dare il giusto spessore alla vita, di impegnarsi attivamente per il bene comune, come ogni cittadino ricco di buon senso dovrebbe fare, di proporre e pretendere ascolto e interventi veri dalle diverse istituzioni competenti per recuperare quella fiducia che molteplici eventi negativi ci hanno fatto perdere. La vita è una e occorre l’impegno di tutti, automobilisti e istituzioni, per tutelarla e salvarla!
Serena Favale















