Pubblicato in: Dom, Lug 6th, 2014

La Pubblica Amministrazione diviene Comunità

A colloquio con Alessandro Delli Noci, Assessore all’Innovazione Tecnologica del Comune di Lecce.

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“Open Data darà a tutti la possibilità di incrementare la conoscenza del territorio ed allo stesso tempo renderà disponibili dati reali per la creazione di servizi innovativi” .

Trasparenza, innovazione, informazione, partecipazione: sono queste le parole chiave che sottendono il nuovo progetto del Comune di Lecce per lo sviluppo e la promozione dei processi di innovazione e Open Government, considerato elemento imprescindibile nel percorso del Comune di Lecce verso Lecce Smart City e per la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2019. Ne parliamo, per capirne meglio le motivazioni, gli aspetti procedurali e le ricadute sulla città, con  Alessandro Delli Noci, assessore alle Politiche Giovanili e Comunitarie, all’Innovazione Tecnologica, al Lavoro, e responsabile del percorso Smart City.

Assessore, ultimamente sentiamo parlare tanto di “open government” e “open data” a Lecce. Ma in che cosa consiste questo processo? Qual è il suo obiettivo?

Il processo “open data” prevede la produzione e il rilascio – e quindi la messa a disposizione  di cittadini, operatori, imprenditori, associazioni di categoria- dei dati detenuti dal Comune di Lecce, in linea con la Digital Agenda for Europe e con l’Agenda Digitale Italiana. Questo darà la possibilità a tutti di incrementare la conoscenza del territorio ed allo stesso tempo renderà disponibile nuova “materia prima” per la creazione di servizi innovativi basati sui dati. Attraverso questa apertura, sarà possibile incentivare la partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica e la fruizione dell’informazione prodotta dal settore pubblico, promuovendo la trasparenza e sviluppando e sperimentando modelli di governance fondati sulla collaborazione in rete e sulla conseguente positiva interazione tra cittadini e istituzioni. Per fare ciò, il Comune di Lecce si avvale della collaborazione, sancita da un protocollo d’intesa, con l’associazione Wikitalia.

Sembra un processo complesso e comunque difficile da gestire. Ha incontrato resistenze e difficoltà?

Così come ogni processo che prevede un cambiamento, non vi è alcun dubbio che sia molto più difficile da gestire che da definire. Se pensiamo, poi, che il processo si realizza all’interno di una pubblica amministrazione, da sempre gravata da una mentalità fortemente burocratizzata, la sfida appare ancora più ardua. In realtà, spesso, i luoghi comuni e i preguidizi sulla PA, sui dipendenti pubblici e sulle loro capacità di adeguarsi al rinnovamento, tendono ad oscurare una situazione diversa, molto meno rigida e macchinosa, fatta di progetti che si realizzano, di persone che ci credono, di mentalità che accettano di aprirsi alle possibilità e ai mutamenti. Se ci si soffermasse a valutare i risultati, questo verità apparirebbe chiarissima.

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Può farci un esempio?

A differenza di quanto si potrebbe immaginare, il processo di apertura dati a Lecce è stato sposato con interesse da tutti i settori coinvolti, che hanno reso la massima disponibilità al lavoro, iniziato con il censimento dei dati. Due esempi importanti sono quelli relativi al settore Polizia Locale, che nel giro di poche ore ha predisposto il dataset sugli incidenti stradali, utile all’amministrazione e al cittadino per individuare le strade con maggiore incidenza di traffico e sinistri, e al settore Commercio, che, collegato con le banche dati CCIAA, ha messo a disposizione  tutti i dati relativi ad aziende, strutture ricettive, stakeholders locali, necessari agli operatori del turismo per mappare l’intero territorio. Questa apertura verso l’esterno è il preludio per l’avvio di una consultazione pubblica con tutti gli ordini professionali, per effettuare una utile analisi dei bisogni e individuare i dati richiesti.

In che modo avviene questa “apertura”? Come e dove sono consultabili i dati?

In questa entusiasmante sfida, la tecnologia, ancora una volta, ci è venuta in soccorso per garantire al massimo apertura, trasparenza, trasferimento, diffusione e comunicazione dei dati: oltre al portale Open Data (http://dati.comune.lecce.it/), è stato infatti creato un blog (all’interno del quale gli operatori locali possono segnalare la propria attivitá o pubblicare dati consentendo agli altri di riutilizzarli e ridistribuirli) e diffuso il loro rilascio nel mondo dei Social Network, che fungono da ponte tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione. Questi strumenti ci consentono, infatti, di creare nuove occasioni per riflettere insieme sulle implicazioni e sulle prospettive di ricaduta positiva per tutta la cittadinanza e di accrescere il coinvolgimento attivo e propositivo sia del personale comunale che dei cittadini, che, ai fini di un cambiamento che non può rimanere confinato all’interno delle mura comunali, deve potersi mettere al servizio della comunità ed esserne spunto per un più ampio processo di innovazione sociale.

Una sfida davvero interessante, anche in virtù delle occasioni di partecipazione e collaborazione che si stanno realizzando…

Esattamente. Si tratta di processo che sta sovvertendo tutti i luoghi comuni e che sta trasformando la nostra PA in una vera comunità, attraverso reti e connessioni – on line ed off line –  in cui i nodi sono i settori comunali, ma anche gli attori sociali, gli ordini professionali, gli operatori locali, gli imprenditori, i cittadini tutti.

 Annalisa Nastrini

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