Pubblicato in: Gio, Feb 14th, 2013

La requisizione delle campane nel Salento/13 lettere evidenziano la riluttanza dei Parroci

Come abbiamo visto nella puntata precedente i documenti costituenti l’incartamento sulla requisizione delle campane in diocesi ammontano a 58 e coprono un arco temporale compreso, facendo riferimento alla datazione riportata sugli elenchi, tra il 27 marzo 1941 e il 10 settembre 1942.

Essendo la prima data anteriore all’emanazione della circolare vescovile (agosto 1942) si era ipotizzato probabilmente che si avesse sentore o consapevolezza di tale provvedimento e quindi che molti Parroci avessero provveduto come si dice “a portarsi avanti col lavoro”oppure che si fosse trattato un errore di compilazione dell’anno, cioè che alcuni Parroci avessero scritto 1941 invece di 1942.

Come spesso succede l’analisi approfondita della documentazione fornisce risposte inaspettate ma puntuali. In questo caso si è proceduto ad analizzare le singole carte ponendo come spartiacque la datazione, quindi gli anni 1941 e 1942. Come è logico i documenti del 1942 fanno riferimento alla circolare vescovile dell’agosto dello stesso anno quindi non aggiungono nessuna nuova informazione a quanto già detto.

La sorpresa o novità è scaturita dal contenuto di alcuni dei documenti datati 1941. Un “corpus” di 13 lettere datate tra il 27 marzo e il 17 aprile 1941 facenti riferimento ai paesi di: Arnesano, Campi, Lecce, Magliano, Monteroni, Novoli, Squinzano, Trepuzzi. In ognuno di tali scritti si fa riferimento a una circolare vescovile emessa da mons. Alberto Costa; circa la sua datazione, 12 documenti riportano la data del 22 marzo mentre uno solo (probabilmente per un refuso o un errore), quello di Squinzano, riporta quella del 27 marzo.

Di tale circolare nel fascicolo non vi è traccia, ma la sola notizia della sua esistenza muta completamente la ricostruzione della sequenza dei fatti ipotizzata in precedenza. Ci sarebbe stata una prima circolare, indirizzata ai parroci, datata appunto 22 marzo1941, in relazione alla quale sarebbero pervenute alla Curia 32 risposte. Un buon numero sicuramente ma altrettanto certamente ritenuto esiguo o non soddisfacente relativamente alla realtà complessiva della diocesi, tanto da spingere mons. Costa ad emanare una ulteriore circolare, quella dell’agosto 1942, rivolta ai Parroci inadempienti la quale, come abbiamo visto, sollecitava l’invio delle informazioni richieste in tempi ristrettissimi.

Tale circolare ricevette, rispetto alla prima, un riscontro ancora minore, consistente in 14 risposte. Concludiamo con un mero dato statistico ma non per questo meno importante. Escludendo la circolare della Sacra Congregazione del Concilio e quella del Vescovo Costa dell’agosto del ’42 il totale della documentazione ammonta a 56 documenti; se sommiamo i documenti datati delle due tornate annuali considerate, e cioè il 1941 e il 1942, essi ammontano a 46 (32 del 1941 e 14 del 1942); di conseguenza resterebbero fuori da questo computo 10 testimonianze documentarie che sono quelle che poi si caratterizzano per la mancanza di qualsivoglia indicazione circa la datazione.

Giacomo Cominotti

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