La requisizione delle campane nel Salento/La circolare di Mons. Costa ai Parroci
Come abbiamo visto nella precedente puntata il Governo Italiano stabilisce, attraverso il Regio Decreto n. 505 del 23 aprile 1942, la parziale e graduale requisizione delle campane delle chiese.La Santa Sede, da parte sua, non poté fare altro che approvarlo nelle sue linee generali dettando di conseguenza delle disposizioni precise rivolte ai Vescovi, le cui principali furono condensate in una circolare emanata dalla Sacra Congregazione del Concilio in data 1 agosto 1942.
Da parte i loro i Presuli si attivarono immediatamente per comunicare agli interessati siffatte disposizioni. Tra questi, ovviamente, il Vescovo di Lecce mons. Alberto Costa, il quale, in data 10 agosto 1942, inviò una circolare a tutti i parroci della Diocesi,con la quale li invitava a redigere con la massima sollecitudine, precisando “non oltre 15 giorni dalla presente”, e a spedire l’elenco delle campane delle chiese della parrocchia che sono o si presumono di valore artistico.
L’elenco dovrà comprendere le indicazioni e i documenti previsti dalla Circolare del 1942 (la presenza di fregi decorativi, le dimensioni, eventuali altre notizie di particolare interesse) nonché tenere presente le caratteristiche delle campane riconducibili a un discorso di particolare o notevole pregio artistico anch’essi enumerati nel medesimo documento pontificio.
La circolare vescovile si chiude con una serie di precisazioni condensate in tre punti: 1) Tipologie di campane escluse dalla requisizione secondo le indicazioni contenute nel Regio Decreto del 1942; 2) Si sollecita di avvertire le popolazioni che le operazioni non sono per la requisizione bensì per ottenere la esenzione, al fine di non creare apprensione nelle stesse; 3) Il parroco ha l’incarico di notificare il tenore della presente circolare a tutte e singole Chiese dei Religiosi, Suore, Confraternite; Istituti, Enti ecc. esistenti nell’ambito della propria Parrocchia, perché i rispettivi Superiori procedano anch’essi sollecitamente alla compilazione dell’elenco e poi lo trasmettano alla Curia Vescovile.
Giacomo Cominotti















