Pubblicato in: Mer, Mar 6th, 2013

La requisizione delle campane nel Salento/Tutte le squille delle chiese di Campi

Dopo aver trattato approfonditamen­te Novoli, nella scorsa puntata, appuntiamo ora la nostra attenzione sul paese di Campi. Lo facciamo perché presenta una documentazione mediamente più ricca rispetto agli altri centri analizzati nel fascicolo (escludendo il capoluo­go e Monteroni che tratteremo prossimamente).

Le prime informazioni che troviamo riguardano la Collegiata; il documento, non riportante alcu­na firma, ci informa su come essa sia dotata di due campane, di cui una piccola e una grande. La prima presenta sulla circonferenza superiore tale scritta: “Gerardus Bruno a Vincola fecit A. D. 1791”. Si sottolinea come questa sia la data di rifusione dell’antica campana che risaliva a circa la seconda metà del Cinquecento.

La seconda, quella grande, presenta sulla circon­ferenza inferiore la seguente scritta: “Raffaele e Giuseppe Olita da Lecce fusero 1876. Il Municipo del 1876 Sindaco Achille Massa”. Successivamente nello stesso documento vengono citate in sequenza ben nove campane distribuite tra chiese e confraternite ma solo di tre possiamo ricavare considerazioni circa la loro datazione in particolare: la campana della confraternita di S. Giuseppe che fu costruita nel 1768, quella della (chiesa) Assunta in Cielo gestita dalla Congregazione del SS. Sacramento risalente con ogni probabilità al 1780, infine la campana della cappella di S. Francesco fuori le mura che viene definita come “di antica data perché la cappella era l’antica parrocchia”.

Il secondo documento, sempre non firma­ to, riguarda le campane di S. Filomena, di S. Antonio e di S. Maria del Bosco; S. Filomena ha due campane, una grande che non riporta la data di fusione ma nel documento si precisa che “da notizie orali risulta fusa nel 1889, da Giuseppe Olita, in Lecce” e una piccola, sulla cui circon­ferenza inferiore si legge: “Fonderia Guistozzi Nicola – Trani Confraternita S. Filomena”, entrambe ma soprattutto la prima, hanno un suono squillante “a causa della notevole quantità di metalli preziosi, soprattutto oro, gettativi”.

Se circa la campana di S. Antonio non ci sono notizie particolarmente significative, quella di S. Maria del Bosco offre particolari interessanti a partire dalla scritta presente nella circonferen­za superiore e che recita: “Jesus – Maria + M. Francesco Rosco di Gallipoli 1680”, data che la farebbe risultare “la più antica del paese”. Il documento successivo facente riferi­mento alla confraternita della SS. Trinità, a firma del sac. Salvatore Trevisi, ci informa come essa possieda due campane datate rispettivamente 1923 e 1928 e “attualmente depositate nella Cappella di S. Oronzo”.

L’ultimo documento, che riguarda la chiesa dei Padri Cappuccini, sottoscritto dal Padre Guardiano Padre Bonaventura, ci da notizia di un’unica campana che può ritenersi di valore artistico “perché fusa in commemo­razione del VII centenario di S. Francesco”. Tale notizia viene confermata dall’iscrizione presente sulla campana medesima: “VII centenario S. P. N. Francesco 1927 opera di Nicola Guistozzi – Trani”.

Giacomo Cominotti

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