La requisizione delle campane nel Salento/Tutte le squille delle chiese di Novoli
Dopo Squinzano, analizzato nel precedente articolo in virtù della particolarità dei dati riportati in forma tabellare, riprendiamo la nostra analisi dal paese di Novoli che presenta una quantità di informazioni, relativamente alle campane, veramente interessante.
Il primo dato da sottolineare è che indirettamente buona parte della documentazione, come vedremo, conferma l’esistenza di una duplice circolare emanata dal Vescovo Costa (come abbiamo visto in una delle puntate precedenti), in quanto il Padre Spirituale della Congregazione di Maria SS. dei Fiori e S. Biagio, allocata nella chiesa di S. Biagio, scrive due relazioni, una datata 7 aprile 1941 e l’altra 26 agosto 1942.
La prima più asciutta e schematica, la seconda più ricca di particolari. Cerchiamo di evidenziare i dati più significativi accorpando le informazioni in maniera organica e facilmente comprensibile. Sono presenti tre campane di proprietà della chiesa, acquistate con le offerte dei fedeli a devozione dei Santi protettori della Confraternita: una grande, fabbricata dalla ditta Francesco Olita, una mezzana, attribuibile alla ditta Giuseppe Olita, una piccola di cui si ignora sia il fonditore che la data.
I due documenti forniscono dati confrontabili per non dire addirittura sovrapponibili tranne per un piccolo particolare che conviene qui sottolineare: l’anno di fusione della campana grande e di quella mezzana. Circa quella grande nel documento del 1941 la sua fusione si data al 1892, mentre in quello del 1942 si riporta la mancanza della data di fusione; relativamente alla mezzana invece il documento più antico non menziona assolutamente la data di fusione mentre quello del 1942 ci presenta come anno della fusione il 1892.
Appare evidente la non coerenza dei dati o quanto meno la inversione degli stessi. La carrellata documentaria prosegue con la Parrocchia di S. Antonio Abate. Anche qui abbiamo due documenti, redatti dal parroco Francesco De Tommasi rispettivamente il 21 aprile del 1941 e il 28 agosto 1942, e anche qui mettiamo insieme i dati più salienti. Sono presenti, secondo il documento del 1942 tre campane, tutte e tre attribuite alla Premiata Fonderia Pontificia “Padre Marinelli e figlio”, due rifuse nell’anno giubilare 1924 e una fusa nel 1920. Quest’ultima, di notevole pregio storico perché fusa col cannone nemico e riportante l’incisione “I Novolesi in memoria dei soldati concittadini morti nella guerra 1915-1918”. La seconda riportante l’incisione “Rifusa nell’anno giubilare 1924 a gloria di S. Antonio Abate e di S. Oronzo”.















