La requisizione delle campane nel Salento/Tutte le squille di Monteroni
Spostiamo ora la nostra attenzione sul paese di Monteroni. La prima testimonianza archivistica, riguardante la Parrocchia di S. Maria Assunta riporta la firma del Padre Spirituale, il sacerdote Antonio Mocavero. Circa la Parrocchia si annota come essa possieda tre campane: la prima rifusa nel 1819 ma di data molto antica e di valore in quanto contenente argento, presenta fregi artistici e un suono argentino; la seconda rifusa nel 1913, anch’essa di data antica, presenta anch’essa fregi artistici e un bel suono; la terza fu fusa nel 1936, presenta ugualmente alle precedenti fregi artistici e un suono squillante.
Relativamente alla Confraternita si riporta la presenza di due campane: la prima fusa nel 1913 presenta fregi e suono argentino; la seconda fu fusa nel 1850 e presenta fregi e suono squillante. I successivi tre documenti riguardano tutti delle Congregazioni. Abbiamo innanzitutto la testimonianza relativa alla Congregazione dei Santi Medici “Cosma e Damiano”; essa consta di due documenti, entrambi a firma del Padre Spirituale, il sacerdote Oronzo Politi. Nel primo, datato 8 aprile 1941, ci informa come nella chiesa officiata dalla Congregazione esistano due campane, appartenenti alla Congregazione medesima, di bronzo, la cui data di fabbricazione viene indicata come di circa 30 anni addietro.
Il secondo documento, avente lo stesso autore e datato 6 settembre 1942, aggiunge informazioni interessanti e utili a quelle espresse poc’anzi. In primis il nome della chiesa, anzi chiesetta, e cioè del Crocifisso; si specifica poi che essa è officiata oltre che dalla Congregazione anche dall’Asilo di infanzia “S. Giuseppe” affidato alle Suore d’Ivrea; seguono poi le notizie ulteriori circa le campane, che risultano essere sempre due : la prima ha come data di ultima fusione il 1920; circa la seconda, la data di fusione non può essere stabilita con certezza, in quanto probabilmente facente riferimento alle origini della chiesetta medesima, ipotizzata come una delle più antiche del paese, di conseguenza può essere collocata negli ultimi anni del ‘700, dal che gli deriverebbe un certo valore storico.
L’ultimo documento riguarda la Congregazione dell’Immacolata, ed è compilato dal Padre Spirituale, il sacerdote Antonio Carretti. Egli ci informa dell’esistenza di due campane: la prima rimonta (origina) alla fondazione della chiesa, cioè al 1600, presenta una grande parte d’argento nella lega ed è caratterizzata da un suono molto argentino; la seconda è recentissima e ha un suono argentino.
Giacomo Cominotti















