La Ricerca/Un volume di Don Paolo Ricciardi
Le vicende dell’Arcivescovo Pendinelli e degli Otrantini trucidati dai Turchi.
Il 14 agosto 1480 sul Colle della Minerva ad Otranto furono trucidati dai Turchi circa 800 Otrantini i quali preferirono la morte piuttosto che abiurare la loro fede in Cristo. Questi araldi della fede sono stati canonizzati il 12 maggio 2014 da papa Francesco. La canonizzazione però non c’è stata per il Vescovo di Otranto mons. Stefano Pendinelli Agricoli e gli Otrantini trucidati dai turchi stessi il 12 agosto 1480 nella Cattedrale di Otranto. È giusto che si faccia memoria anche dei martiri del 12 agosto.
Proprio la conoscenza della loro storia è l’obiettivo dell’ultima fatica letteraria di mons. Paolo Ricciardi, arcidiacono del Capitolo della Cattedrale Primaziale di Otranto, dal titolo “L’Arcivescovo Stefano Pendinelli Agricoli e gli altri Martiri della Cattedrale di Otranto: 12 agosto 1480”. La pubblicazione contiene interessante documentazione sul Presule e gli altri martiri del 12 agosto 1480 che l’Autore ha raccolto attentamente con paziente ricerca a incominciare dall’anno della gloriosa vicenda otrantina sino ai nostri giorni. Questo è il primo contributo monografico esistente sulla figura dell’Arcivescovo martire.
Una monografia, quella di mons. Ricciardi, avvalorata da contributi epigrafici di prima mano e di autori autorevoli. Dall’analisi di questi documenti si evince la santità dell’Arcivescovo idruntino il quale chiuso in Cattedrale insieme ai fedeli, esortava gli stessi “con volto sorridente”, dice uno dei documenti, a subire il martirio.
Mentre il Presule infondeva coraggio ai suoi fedeli e sacerdoti lì radunati, i Turchi avanzarono con ira e violarono la Cattedrale d’Otranto e passarono a fil di spada dapprima l’Arcivescovo, poi i sacerdoti e religiosi. Alcuni dei fedeli laici invece furono deportati in Albania come schiavi perché avevano rinnegato la loro fede cristiana pur di salvare la propria vita. Il resto del popolo riunito in Cattedrale non rinnegò Cristo e così donne e bambini, giovani e anziani furono uccisi con la spada.
Simone Stifani
















