La Riscoperta/L’intensa attività dell’Artista Salentino del ‘700: INGROSSO, ricerche e confronti
Nel Catalogo di Pro Arte Pro Deo: Le prime note biografiche certe che riguardano Ingrosso furono pubblicate da Mario Cazzato nel 1998; a questo proposito, infatti, lo studioso, in occasione di un suo studio sulla Parrocchiale di S. Pietro in L., riportò alcune notizie d’archivio tratte Libro di Introiti ed Esiti, anni 1743- 47, dell’archivio di quella Parrocchiale.
Nel catalogo della 22^ Rassegna Pro Arte Pro Deo, che si tenne nel 2009, furono riportate alcune notizie biografiche che riguardavano Giuseppe Ingrosso, un poco conosciuto pittore salentino del Settecento. In quella circostanza, riportando una tradizione orale, Credit union order si sostenne l’origine monteronese di questo artista al quale si attribuiva una poco conosciuta Assunzione della Vergine, oggi collocata nella chiesa dell’Immacolata di Monteroni.
Le prime note biografiche certe che riguardano Giuseppe Ingrosso furono pubblicate, in verità, da Mario Cazzato nel 1998. A questo proposito, infatti, lo studioso, in occasione di un suo studio sulla Parrocchiale di San Pietro in Lama, riportò alcune notizie d’archivio tratte Libro di Introiti ed Esiti, anni 1743-1747, conservato nell’archivio di quella Parrocchiale. Tra le tantissime notizie fornite dal Cazzato, emerge quella concernente il pagamento della somma di quindici ducati, fatta all’Ingrosso, per la realizzazione di due dipinti mistilinei raffiguranti la Predica San Vincenzo Ferreri agli infedeli e un’Ultima Cena.
Dal catalogo della Rassegna monteronese, infine, emersero interessanti notizie che si riferiscono al restauro del dipinto raffigurante l’Ultima Cena, portato a termine da Daniela Verdesca-Zain nel 2000; un intervento di recupero voluto da mons. Pierino Liquori, allora Arciprete di San Pietro in Lama, con la speranza che si potessero ricavare notizie utili per tracciare il profilo di questo misterioso artista salentino ancora oggi trascurato.
A proposito dell’Ultima Cena collocata oggi nella sacrestia della Parrocchiale di San Pietro in Lama, si deve aggiungere che questa è similare per impostazione a un altro dipinto di omonimo soggetto collocato nel presbiterio della chiesa delle Alcantarine, dove alloggia anche una bella Cena in casa del Fariseo. Sia la prossimità stilistica, che la medesima invenzione iconografica ci fanno pensare che anche i dipinti leccesi furono realizzati da Giuseppe Ingrosso. Le tele esistenti nel presbiterio delle Alcantarine, per altro, erano già state notate nel 1978 da Michele Paone nella sua monumentale opera Chiese di Lecce.
Il Paone, in quella circostanza, aveva attribuito tutte le opere del presbiterio della chiesa leccese al pittore campiota “Servo di Dio” Ingrosso (1719-1806), lo stesso artista che realizzò alcuni dipinti per l’Annunziata di Squinzano e per l’Istituto Calasanzio di Campi Salentina. Sarebbe opportuno, quindi, riesaminare tutto il corpus delle opere presenti nella chiesa delle Alcantarine, attribuite al pittore “Servo di Dio” Ingrosso, e confrontarle con quelle realizzate da Giuseppe Ingrosso. Si potrebbe aggiungere, in questo modo, un importante tassello per la conoscenza dell’opera pittorica di questi artisti salentini, e allo stesso tempo fornire un valido contributo alla valorizzazione delle opere d’arte conservate nelle nostre chiese.
Giuseppe Mancarella


















