Pubblicato in: Ven, Mag 30th, 2014

La Rivoluzione WhatsApp

Instant Messaging… Michela, 32 anni, Salentina che vive a Milano, ha deciso di cancellarsi dalla chat che spopola.

“È una grossa perdita di tempo. Anche se riesce ad unire l’utile al dilettevole rimane comunque la difficoltà della tastiera che non facilita lo scambio dei messaggi”.

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“Vorrei poter consigliare l’utilizzo di WhatsApp una volta al giorno per essere moderati e nei momenti di pausa. Capita spesso di incontrarsi con persone che chattano mentre parlano”.

In un mondo in cui è divenuto alquanto normale sia durante un pranzo sia durante una conversazione con un amico sentire il “bip” del messaggio e subito abbassare lo sguardo rapito ed incollato sullo smartphone, accade comunque il passo indietro di chi spontaneamente decide di rimuovere il proprio profilo da un social network. Lo abbiamo chiesto a Michela di 32 anni, salentina, che vive e lavora a Milano, esperta in campo informatico e del web che, ad un tratto, decide di cancellarsi da “WhatsApp Messenger”, che pur non essendo un vero e proprio social è comunque un’app di messaggistica mobile multi-piattaforma che consente di scambiarsi messaggi coi propri contatti senza dover pagare gli Sms. Ma quale sarà stato il motivo che ha spinto Michela ad iscriversi su WhatsApp? “Moltissima gente lo utilizzava, mi veniva richiesto anche per lavoro, che mi costringe ad utilizzare i supporti informatici, ed anche perché con il boom di Smart e iPhone molta gente ha sul telefonino loghi, file Word, Excel, gestisce questi programmi”.

Tuttavia, rimane l’incognita dell’utilità che se ne riscontra ed anche di cosa spesso non aggrada visto che molta gente denota una certa rapidità della messaggistica. E subito puntualizza: “È una grossa perdita di tempo. Anche se riesci ad unire l’utile al dilettevole rimane comunque la difficoltà della tastiera touch che non facilita lo scambio della messaggistica e necessita di tempo quando le informazioni possono essere scambiate più agevolmente e in minor tempo con una semplice telefonata. Ecco perché ritengo che non vi sia un’utilità pari alla dispendiosità di tempo, quantomeno nel campo del lavoro informatico”. Non essendo un social ha un sistema del tutto differente di chat e permette anche il messaggio di gruppo che, se non altro, può essere ascritto come un punto a favore di questa app anche se  è pur vero che per i messaggi indesiderati è uguale a tutti gli altri. Ciò nonostante, al di là dell’entusiasmo iniziale, la decisione di cancellarsi, da cosa è stata determinata? C’è sempre una goccia che fa traboccare il vaso. “Era divenuto l’unico strumento di condivisione con i clienti che lo prediligevano quasi in assoluto, quando personalmente preferisco di gran lunga gestirli via e-mail che rimane in linea di massima lo strumento più consono per il lavoro, non l’unico, però WathsApp lo stava in qualche modo bypassando. C’è poi il problema dell’ultimo accesso, ovvero la notifica che azzera completamente la privacy di ognuno e mostra a qualsiasi ora a chi si sta collegando il messaggio cui non hai ancora risposto e da quanto, ritengo che sia davvero troppo. Quindi ho deciso di strumentalizzare la tecnologia a mio favore cancellandomi definitivamente da una piattaforma di messaggeria che derivava soltanto da un puro conformismo piuttosto che da una reale utilità o da un fruttuoso operato”.

Comunque, tutto ciò non dovrebbe necessariamente scongiurare l’uso di alcuni social network come Facebook, Twitter, forum, blog, etc. “Con Facebook, per ora, mi trovo abbastanza bene. È  aggiornatissimo, vengo a conoscenza nell’immediato di notizie in tempo reale, dall’arresto di una persona alla battuta con l’amico di chat, i commenti, le foto e quant’altro. Passo dalla cronaca ai post e alle condivisioni con gli amici. Sono presente anche su Google+ ma soprattutto per esigenze di lavoro. Tuttavia, tutti questi supporti tecnologici danno solo l’illusione di un dialogo e di una comunicazione, andrebbero sfruttati, nel vero senso della parola, solo per fini pratici, di lavoro e d’informazione, evitando di incoronarli come re indiscussi della comunicazione”.

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Giusto Facebook ci mancava per completare il quadro di una messaggistica online sempre più gettonata. Come ormai tutti sanno Facebook ha acquistato WhatsApp per 19 miliardi di dollari. Ma che cosa nello specifico acquisisce Facebook da WhatsApp? Molti utenti, molti dati, una struttura più solida, nuovi margini di crescita e nuove prospettive laddove non c’erano. “Al di là della cifra stanziata, l’operazione porta nelle mani di Mark Zuckerberg il servizio con la maggior crescita di sempre e con il maggior potenziale mai visto sul mercato online. Il discorso è di una complessità unica. È stata certamente una manovra poco chiara che ha generato una fusione di grandissimo impatto tra due community complementari. Con molta probabilità la rapida ascesa di WhatsApp ha creato un proprio impero basato su assunti del tutto differenti da quello dei social network tradizionali, interconnettendo le persone sulla base di dogmi nuovi e parametri peculiari”.

È opinione sempre più diffusa che si stia perdendo il contatto con la realtà e la tecnologia non stia affatto potenziando la nostra vita creando un sipario tra la vita reale e quella digitale. Un consiglio a ragazzi che stanno per iscriversi a Facebook o WhatsApp è d’obbligo. “Vorrei poter dire loro di rimanere distaccati e non farsi prendere dalle situazioni, di essere più coscienziosi nel prendere le dovute precauzioni, assicurarsi di quello che gira intorno, guardare a monte ma forse è troppo tardi. Sappiamo bene che i giovani d’oggi, soprattutto i nativi digitali, ai quali non appartengo, si fidano più dei social che dei media e stanno lentamente e completamente allontanandosi da Tv e giornali. C’è stato lo sviluppo di una forma mentis derivante quasi da un’ubriacatura legata al rapporto delle generazioni che si evolvono attraverso le nuove tecnologie, lo si vede un po’ dappertutto. Vorrei poter consigliare l’utilizzo di WathsApp una volta al giorno per essere moderati e nei momenti morti ma sappiamo bene che anche di fronte ad altre persone che ti parlano de visu c’è gente che continua a massaggiare tranquillamente e senza alcuno scrupolo, sembra quasi che lo facciano senza accorgersi ma è del tutto offensivo per chi ti sta di fronte, purtroppo è la tecnologia che ti induce ad indulgere con essa”.

Anche i genitori cercano consigli… “Non appartengo ancora alla categoria dei genitori ma pur volendo consigliare di far iscrivere i figli dopo le scuole medie ai social è altrettanto vero che il mercato, per parte sua, ti spinge ad accontentare i figli mediante un indottrinamento lento ed invasivo. Sarebbe utile, visto che attualmente sono gli unici mezzi possibili, istallare dei filtri e dei blocchi pubblicitari, in quanto i link pubblicitari, che possono essere di ogni tipo, nuociono a dismisura sui giovani che si interfacciano con questi strumenti, molto spesso costretti più dalle situazioni che dalla necessità ad usufruirne. È necessario anche controllare la cronologia giornalmente, ogni 2-3 giorni, di tutta la messaggistica. Dialogare con i figli tentando di spiegar loro un corretto uso per navigare su internet in maniera costruttiva e, cosa molto importante, fare tutto ciò con complicità e senza esasperare i ragazzi”. Allora navigare insieme è d’obbligo?!  

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