La Rivoluzione WhatsApp
LA 48° GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI…
IL PAPA: SERVIZIO CONCRETO ALLA CULTURA DELL’INCONTRO
Comunicare non significa solo scambio di annunci, informazioni, messaggi; né la molteplicità di notizie rivela sempre una reale esperienza di relazioni interpersonali; e nemmeno la rete di rapporti sviluppata tramite internet assicura maggiore fraternità tra i singoli utenti e i popoli. La solidarietà e l’unità, sulla base di un proficuo incontro interculturale, possono però trovare un efficace dialogo favorito dai moderni mezzi e un sostegno al reale incontro comunitario.
In questo contesto, Papa Francesco ha rivolto un attualissimo Messaggio agli utenti di Internet in occasione della 48ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni, esprimendo considerazioni molto attuali sulla comunicazione-comunione e soprattutto pregnanti a livello formativo.
Egli ci invita, pertanto a combattere la “cultura dello scarto” e a maturare sempre più la cultura del dono nella quale ogni persona e ogni comunità possono inserirsi. Anzi, a considerare le stesse potenzialità di Internet come dono offerto a tutti per realizzare nuovi modelli di società e di patrimonio culturale, un’autentica “profezia” delle nuove modalità di vivere in positivo l’esperienza della civiltà mass mediale. I moderni strumenti ci offrono così una valorizzazione della vita comunitaria realizzata con una profonda accoglienza interiore, trasformando le situazioni di “marea un po’ caotica… in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio” (Evangelii Gaudium, 87).
Il semplice contatto tecnologico diventa rivelazione di un’impostazione culturale fondata sui valori della persona, che non può mai essere asservita agli strumenti, per cui il Papa presenta addirittura una moderna rilettura della parabola del Buon Samaritano proteso a soccorrere chi vive situazioni e percorsi di sofferenza. La Chiesa, pertanto, incamminata a “inserirsi nel dialogo con gli uomini e le donne di oggi, per comprenderne le attese, i dubbi, le speranze”, deve abitare l’ambiente digitale proprio come risposta a una vocazione d’amore e di missionarietà sulle strade della vita, anche a costo di compiere impegnative e difficili esperienze di dialogo, di incontro e di comunione con ogni uomo, per “rendere visibili volti altrimenti invisibili”.
Alessandro Martena
















