Pubblicato in: Ven, Lug 12th, 2013

La Scuola d’Arte…creatura del Sindaco Pellegrino

L’Istituzione – oggi con la Riforma Gelmini, Liceo Artistico – nacque nel 1908. L’inizio di un profondo ripensamento sulle possibilità di trasformare in discipline le conoscenze artistiche e artigianali consolidate dall’esperienza.

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Il percorso scolastico comprendeva solo un triennio, equivalente alla scuola media inferiore. Gli allievi che intendevano proseguire gli studi erano costretti a trasferirsi in altre sedi. 

La presenza del frate e artista Raffaello Pantaloni fu di grande importanza sia per le innovazioni artisti­che, che per lo sviluppo di una coscienza artistica nel Salento. Il Ministro della Pubblica Istru­zione nel 1875 aveva decretato l’istituzione delle “Scuole Serali d’Arte Applicata all’Industria e ai Mestieri” per la formazione delle classi operaie che pre­sentavano ancora un livello di analfabetizzazione molto alto. In questo periodo iniziarono a Lecce i primi tentativi di istituire dei corsi d’istruzione per operai grazie alla Società Operaia di Mutuo Soccorso.

La costituzio­ne della prima Scuola di Arti e Mestieri del capoluogo, in verità, fu istituita nel 1898 presso la sede dell’Ospizio “Giuseppe Garibaldi”; una scuola sov­venzionata dal Comune, dalla Provincia e dal Governo, che ebbe come finalità la preparazio­ne di operai intelligenti, abili nei diversi mestieri. Di pari passo a Lecce, nel 1908, fu istituita una vera e propria Scuola d’Arte, grazie all’interessamento dell’on. Giuseppe Pellegrino. Prima di questa data non esistevano, nella città, scuole in grado di fornire insegnamenti che comprendes­sero legami con la tradizione e nuovi impulsi creativi. Fu l’ini­zio di un profondo ripensamento sulle possibilità di trasformare in discipline le conoscenze arti­stiche e artigianali consolidate dall’esperienza.

Erano quelli gli anni della bella epoque, un periodo magico in una città aristocratica come Lec­ce. In questi anni nel capoluogo salentino furono costruiti viali ariosi e alberati costeggiati da nuovi palazzi e ville che adotta­rono il liberty trinato, morbido e fantasioso. Il liberty divenne in quegli anni il simbolo della nuo­va borghesia, classe che prese in mano le redini del governo della città. La nobiltà di Terra d’Otran­to, volendo esibire i suoi tesori, ingaggiò scalpellini, ceramisti, decoratori al fine di addobbare le proprie abitazioni e rispondendo all’eclettismo in voga, richia­marono nei cantieri maestran­ze specializzate.

Istituto d'Arte di Lecce

Istituto d’Arte di Lecce

Nel 1916 il Sindaco Pellegrino si avvalse dell’insegnamento dello scultore Antonio Bortone, chiamandolo a far parte del corpo docente dell’Istituto d’Arte. Nel 1922, lo stesso istituto chiamò Geremia Re a insegnare Decorazione e Disegno, un valido docente che diede nuovo impulso a tutto il movimento artistico salentino. Il percorso scolastico della scuola, tuttavia, comprendeva solo un triennio, equivalente ai tre anni della scuola media inferiore. Gli allievi che intendevano prose­ guire gli studi erano costretti a trasferirsi in altre sedi (Napoli, Roma, Firenze, Venezia, Par­ma), autorizzate a rilasciare un diploma di 2° grado.

Per questi i motivi Giuseppe Pellegrino chiese e ottenne dal Ministero il permesso di attivare a Lec­ce un Istituto d’Arte che fosse dotato di un corso completo di studio per gli allievi. Il Governo del tempo, con Regio Decreto, firmato dal Ministro Casavola, istituì a Lecce la Regia Scuola Artistica Industriale, assumendo­si allo stesso tempo gli oneri per le spese di impianto e di mante­nimento insieme al Comune, alla Provincia e alla Camera di Com­mercio. I lavori per la costru­zione del nuovo edificio inizia­rono nel 1920 e l’inaugurazione ufficiale si tenne il 7 giugno del 1925.

Tra il 1926 e il 1927 giunse a Lecce Raffaello Pantaloni, l’umile frate di origini toscane, che si formò nell’Accademia senese. Egli non ebbe difficoltà a inserirsi nell’effervescente ambiente salentino che, proprio in quegli anni si avvalse anche dell’apporto di Antonio D’An­drea, anch’egli attivo nella Règia Scuola Artistica Industriale di Lecce, dove lascerà una profonda impronta della sua personalità d’artista e di maestro, insegnan­do ininterrottamente dal 1938 al 1955. Furono questi gli anni in cui proprio quest’ultimo maestro fondò a Lecce la sua bottega in via Monte Pasubio, che divenne ben presto luogo d’incontro per poeti, artisti e critici d’arte; tra questi ricordiamo: Geremia Re, Lino Suppressa, Michele Mas­sari, Mario Palumbo, Temisto­cle De Vitis.

Giuseppe Mancarella

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