La Scuola d’Arte…creatura del Sindaco Pellegrino
L’Istituzione – oggi con la Riforma Gelmini, Liceo Artistico – nacque nel 1908. L’inizio di un profondo ripensamento sulle possibilità di trasformare in discipline le conoscenze artistiche e artigianali consolidate dall’esperienza.
Il percorso scolastico comprendeva solo un triennio, equivalente alla scuola media inferiore. Gli allievi che intendevano proseguire gli studi erano costretti a trasferirsi in altre sedi.
La presenza del frate e artista Raffaello Pantaloni fu di grande importanza sia per le innovazioni artistiche, che per lo sviluppo di una coscienza artistica nel Salento. Il Ministro della Pubblica Istruzione nel 1875 aveva decretato l’istituzione delle “Scuole Serali d’Arte Applicata all’Industria e ai Mestieri” per la formazione delle classi operaie che presentavano ancora un livello di analfabetizzazione molto alto. In questo periodo iniziarono a Lecce i primi tentativi di istituire dei corsi d’istruzione per operai grazie alla Società Operaia di Mutuo Soccorso.
La costituzione della prima Scuola di Arti e Mestieri del capoluogo, in verità, fu istituita nel 1898 presso la sede dell’Ospizio “Giuseppe Garibaldi”; una scuola sovvenzionata dal Comune, dalla Provincia e dal Governo, che ebbe come finalità la preparazione di operai intelligenti, abili nei diversi mestieri. Di pari passo a Lecce, nel 1908, fu istituita una vera e propria Scuola d’Arte, grazie all’interessamento dell’on. Giuseppe Pellegrino. Prima di questa data non esistevano, nella città, scuole in grado di fornire insegnamenti che comprendessero legami con la tradizione e nuovi impulsi creativi. Fu l’inizio di un profondo ripensamento sulle possibilità di trasformare in discipline le conoscenze artistiche e artigianali consolidate dall’esperienza.
Erano quelli gli anni della bella epoque, un periodo magico in una città aristocratica come Lecce. In questi anni nel capoluogo salentino furono costruiti viali ariosi e alberati costeggiati da nuovi palazzi e ville che adottarono il liberty trinato, morbido e fantasioso. Il liberty divenne in quegli anni il simbolo della nuova borghesia, classe che prese in mano le redini del governo della città. La nobiltà di Terra d’Otranto, volendo esibire i suoi tesori, ingaggiò scalpellini, ceramisti, decoratori al fine di addobbare le proprie abitazioni e rispondendo all’eclettismo in voga, richiamarono nei cantieri maestranze specializzate.
Istituto d’Arte di Lecce
Nel 1916 il Sindaco Pellegrino si avvalse dell’insegnamento dello scultore Antonio Bortone, chiamandolo a far parte del corpo docente dell’Istituto d’Arte. Nel 1922, lo stesso istituto chiamò Geremia Re a insegnare Decorazione e Disegno, un valido docente che diede nuovo impulso a tutto il movimento artistico salentino. Il percorso scolastico della scuola, tuttavia, comprendeva solo un triennio, equivalente ai tre anni della scuola media inferiore. Gli allievi che intendevano prose guire gli studi erano costretti a trasferirsi in altre sedi (Napoli, Roma, Firenze, Venezia, Parma), autorizzate a rilasciare un diploma di 2° grado.
Per questi i motivi Giuseppe Pellegrino chiese e ottenne dal Ministero il permesso di attivare a Lecce un Istituto d’Arte che fosse dotato di un corso completo di studio per gli allievi. Il Governo del tempo, con Regio Decreto, firmato dal Ministro Casavola, istituì a Lecce la Regia Scuola Artistica Industriale, assumendosi allo stesso tempo gli oneri per le spese di impianto e di mantenimento insieme al Comune, alla Provincia e alla Camera di Commercio. I lavori per la costruzione del nuovo edificio iniziarono nel 1920 e l’inaugurazione ufficiale si tenne il 7 giugno del 1925.
Tra il 1926 e il 1927 giunse a Lecce Raffaello Pantaloni, l’umile frate di origini toscane, che si formò nell’Accademia senese. Egli non ebbe difficoltà a inserirsi nell’effervescente ambiente salentino che, proprio in quegli anni si avvalse anche dell’apporto di Antonio D’Andrea, anch’egli attivo nella Règia Scuola Artistica Industriale di Lecce, dove lascerà una profonda impronta della sua personalità d’artista e di maestro, insegnando ininterrottamente dal 1938 al 1955. Furono questi gli anni in cui proprio quest’ultimo maestro fondò a Lecce la sua bottega in via Monte Pasubio, che divenne ben presto luogo d’incontro per poeti, artisti e critici d’arte; tra questi ricordiamo: Geremia Re, Lino Suppressa, Michele Massari, Mario Palumbo, Temistocle De Vitis.
Giuseppe Mancarella

















