Pubblicato in: Sab, Giu 1st, 2013

Didattica digitale per gli studenti 2.0

La Scuola Italiana di fronte a snodi decisivi per essere al passo coi tempi.

Giovani e adulti insieme, competenze e attenzioni da condividere, percorsi di formazione e autoformazione da inventare.

Scuola e nuove tecnologie, a partire dall’esperienza. Punto di partenza, la scuo­la in atto, cioè le espe­rienze realizzate in molti istituti d’Italia con le tecnologie in classe, le prove di didattica digitale, l’uso dei tablet e dei libri elettronici. Insieme al confronto, serrato e puntuale, tra studenti, esperti e mondo delle istituzioni, le attività dei laboratori: strumenti e didattica alla prova.

Premesso che proprio per la didattica digitale serve tempo e certamente sono necessari studi e approfondi­menti per capire al meglio come ci si possa muovere, quali aspettative si possano riporre, come armoniz­zare strumenti vecchi e nuovi ecc. ecc. (magari guardando anche alle esperienze di Oltre Oceano, dove esistono prassi più consolidate e an­che riflessioni ad ampio raggio, con suggestioni non sempre entusiaste), occorre rilevare che la sperimenta­zione merita grande attenzione: la partenza “dal basso”, la valorizza­zione delle esperienze, lo scambio di risorse, di saperi e di problematiche, in una logica di condivisione e di rete può portare risultati importanti. È indubbio che la scuola si trovi di fronte a snodi decisivi, che le tecno­logie potranno/dovranno cambiare le modalità dei processi di apprendimen­to.

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Tuttavia bisogna avere il coraggio dei piccoli passi e della pazienza. Certo, l’innovazione vera parte dall’ascolto e dalla verifica delle esperienze e spesso non ha il ritmo dei proclami e dei de­creti. A tal proposito, Dianora Bardi, vicepresidente di “Impara Digitale”, spiega a “Tablet school” come sia importante l’incontro tra generazioni, giovani e adulti, come sia decisivo “ascoltare i ragazzi, perché per loro le tecnologie non sono un problema, ma un dato di partenza e un mezzo scon­tato”. Muoversi insieme, collaborare, pensando a “una scuola utile”.

“Agli adulti – suggerisce – spetta il compito, capito come i ragazzi impa­rano, di insegnare contenuti e metodi compatibili con il mondo che af­frontano e con un lavoro che chiede capacità di autoformarsi, di risolvere i problemi, di discernere”. Giova­ni e adulti insieme, competenze e attenzioni da condividere, percorsi di formazione e autoformazione da inventare, obiettivi comuni: si apre un mondo.

Alberto Campoleoni

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