La sfida del domani… La scommessa del Salento
Non ci rassegniamo alla situazione di decadenza del Mezzogiorno e quindi del Salento. Dagli inizi degli anni Cinquanta, anche grazie a specifici e straordinari interventi governativi, per una quindicina di anni siamo stati coinvolti positivamente dal cosiddetto miracolo economico… Già Luigi Sturzo aveva istituito il “Comitato Permanente per il Mezzogiorno”… Oggi i dati economici sono impietosi, proprio mortificanti. Il loro amaro elenco parla di crisi economica e di decadenza sociale che, nella vincolante limitazione della spending review, provocano investimenti ridotti della metà, desertificazione industriale, elevata disoccupazione e quindi emigrazione giovanile verso il Nord e verso l’Europa e una ripresa quasi impercettibile. In ambito salentino, poi, se giustamente ci si esalta per la candidatura di Lecce capitale europea della cultura, lo smantellamento, in atto o probabile, di Provincia, reparti ospedalieri, Tar, Camera del Commercio, Prefettura, Sovrintendenza mortifica pesantemente l’impegno di progresso realizzato con molti sacrifici e in tanti anni. Senza reclamare nuovo assistenzialismo, sosteniamo che la dignità dei cittadini non può essere schiacciata dall’economia e che il diritto al lavoro coinvolge i responsabili della cosa pubblica e la politica finanziaria dello Stato.
La crisi, infatti, secondo gli esperti va risolta con l’abbassamento del debito pubblico, l’incremento dell’economia e una sapiente gestione legislativa, ma non può provocare il venir meno dei diritti fondamentali e, a volte, addirittura della speranza. È, pertanto, il momento di riaffermare prioritariamente l’attenzione solidale ai singoli e alla comunità locale e d’invocare un nuovo modello sociale coniugato con una giustizia e una politica che affrontino innanzi tutto le varie forme di decadenza culturale, etica e spirituale prima ancora della situazione economica. Occorre, poi, continuare a scommettere sullo sviluppo: la nostra regione, pur con un decremento annuale dello 0,87%, quasi quanto la media nazionale (-0.51%), registra, d’altra parte, un numero di aziende pari al doppio della Liguria e al triplo del Trentino, collocandosi al nono posto nazionale e seconda nel Sud, immediatamente dopo la Campania. Il settore agroalimentare pugliese, inoltre, ha risorse in fase di notevole sviluppo sia per la solida e qualificata produzione sia per la presenza di uno straordinario patrimonio artistico e ambientale, meraviglioso trampolino di accrescimento economico. Come salentini, accogliamo la sfida e, come quando il comune impegno ci consentì di creare l’Università, ci impegniamo a fare leva sulla nostra cultura e sulle tante positività del territorio per coltivare con rinnovato vigore il germoglio della speranza.
Adolfo Putignano
















