La sfida della Comunicazione/ “… Aprire le porte delle chiese”
Instaurare un vero rapporto di comunicazione significa entrare in relazione con gli altri mediante reciproca prossimità: i mass media, pertanto, sono un dono di Dio per sviluppare, nel rispetto dei valori altrui, la cultura dell’incontro. Gli strumenti d’informazione, frutto dell’ammaliante sviluppo tecnologico, e la tenerezza, segno significativo d’amore, possono pertanto compiere insieme un percorso fruttuoso per offrire un positivo apporto alle periferie esistenziali. È questa la sfida del Papa, che anche nell’ambito delle comunicazioni sociali riesce a parlare a tutti, credenti e non, nel nome della cultura della solidarietà, chiedendo di rifiutare l’aggressione violenta del profitto esasperato e dell’interesse individuale e proponendo invece media ricchi di umanità e animatori di forte esperienza sociale.
Così, tra globalizzazione e connessione massmediale sempre più avvolgente, tra veloci relazioni tecnologiche e molteplicità di connessioni che ci rendono sempre più interdipendenti, i mass media possono aiutarci a riscoprire in modo più vero e profondo parole come unità della famiglia umana e valore del dialogo per superare divisioni. Occorre, pertanto, sostiene Francesco, farsi prossimo verso tutti e “aprire le porte delle chiese all’ambiente digitale, perché tutti gli uomini d’oggi possano varcare le loro soglie sentendo le comunità cristiana casa di tutti”.
Nel mondo della comunicazione, la missionarietà fa esplicito riferimento a una Chiesa che fa ardere i cuori di carità, si mette sulla strada e, anche a costo di essere “accidentata”, riesce a svolgere in modo nuovo il compito del buon samaritano, offrendo il proprio contributo all’uomo contemporaneo che abita l’ambiente digitale e percorre le vie delle diverse forme massmediali, a cominciare da Internet. “È importante l’attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione… Siamo capaci di comunicare una Chiesa dal volto così?”: è la provocatoria domanda del Papa.
Come giornale che ricomincia un nuovo anno con profondo spirito di servizio verso il Salento e viva comunione con il nostro Presule mons. D’Ambrosio e l’intera Comunità Cristiana locale, ci sentiamo profondamente interpellati. A migliorare il nostro impegno. A domandare ai lettori e sostenitori un sempre maggiore coinvolgimento nell’“appassionante sfida per trasmettere la bellezza di Dio”.
Adolfo Putignano


















