Pubblicato in: Ven, Ott 17th, 2014

La Vita Cristiana e la Libertà. L’Insegnamento di Papa Montini

Paolo VI nella Catechesi dell’Udienza Generale del 2 luglio 1969 presenta un tema a lui molto caro: il rapporto tra la neces­sità pastorale di rendere agevole e semplice la sequela del Vangelo e l’assoluta fedeltà nella trasmissione del Suo Celeste Messaggio. In effet­ti, Papa Montini è ben conscio del fatto che il cristianesimo è, per sua natura, facile, in quanto è opera del­la misericordia di Dio, che desidera la salvezza di ogni uomo e conduce a quella felicità a cui tutti aspirano. Pure lo stesso Signore Gesù aveva annunziato che: il mio giogo è dolce e il mio carico leggero (Mt 11,30) e si era fortemente scagliato contro il fariseismo che poneva sulle spalle dei fedeli “pesanti e insopportabili fardelli” (Mt 23,4). Nonostante ciò – questo è il pensiero di Papa Montini – bisogna assolutamente evitare di cadere nella trappola mo­derna secondo cui è possibile avere un cristianesimo facile nella fede e nei costumi, cioè un cristianesimo edulcorato, senza eroismo e senza sacrificio, privo della grandezza morale di un amore totale, scevro dalla rivelazione della croce. Lo stesso Signore Gesù, ribadendo le esigenze di radicalità del Vangelo, aveva chiaramente lasciato inten­dere che il Regno di Dio non è per gente tiepida, conformista, incapace di slanci e sforzi tipici dell’eroica carità.

paolo

Il Cristianesimo è facile; ed è saggio e doveroso appianare ogni sentiero che ad esso conduce, con ogni pos­sibile agevolazione. Ed è ciò che la Chiesa cerca in ogni modo di fare, ma senza tradire la realtà del cristia­nesimo, giacché si deve pienezza di rispetto alla legge divina, in virtù della quale non è possibile abolire una legge difficile per rendere la vita più facile. Al contrario, ed è questa la stupenda sintesi monti­niana, il cristianesimo è cammino semplice, ma solo per gli umili che ricorrono alla vita della grazia, con la preghiera, i sacramenti e la fiducia in Dio e per i coraggiosi, che sanno volere e, soprattutto, amare, non ricusando di abbracciare la fatica, il rischio, il sacrificio. A partire da queste considerazioni, trova una nuova comprensione il concetto di libertà cristiana. Infatti, se è vero che ogni uomo è chiamato responsabilmente a dare un senso e un significato autentico alla propria vita, attraverso scelte ponderate fat­te alla luce della propria coscienza, è altrettanto vero che tale coscienza tanto più è autonoma e tanto più ha bisogno d’essere illuminata dalla verità e sostenuta dalla grazia. La libertà del cristiano è soprattutto liberazione dalla servitù del peccato e gioioso impulso a seguire la vita nello Spirito Santo. In quest’ottica, la libertà non è mai sfida spregiu­dicata alle norme che regolano la vita della Chiesa, ma è piuttosto convinta ed interiore accoglienza delle esigenze dell’obbedienza evangelica. La vera libertà esige un’adesione sincera e coraggiosa al Signore Gesù, affinché non diventi, secondo l’espressione di Pietro, “un mantello per coprire la malizia del proprio cuore” (1 Pt 2,16). Questa è, dunque, la felice espe­rienza dell’autentica libertà della fede: rendere facile, mediante l’a­more, l’eroica vita cristiana.

Mauro Carlino

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