La vita e le opere di Vincenzo Valente/Pittore libero e istintivo
Vincenzo Valente nacque a Specchia nel 1846, da un’agiata famiglia. Avendo manifestato la sua propensione per l’arte fin da bambino, fu inviato ad apprenderne i rudimenti presso il maestro Giuseppe Buttazzo di Diso. In seguito frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli, proprio la città partenopea ebbe una grande influenza nella formazione artistica del tempo.
Valente V. Donna orientale, s.d., olio su tavola, cm. 32×21
In questo periodo frequentò la scuola di Domenico Morelli e l’anticonvenzionale Scuola di Resina. Valente, fin da subito, si rivelò un artista libero e spontaneo, fresco e istintivo nell’esecuzione, mai condizionato dagli accademismi. Descriveva le cose com’erano, spesso riportandole con crudezza.
Il suo pensiero e il suo carattere emersero in un carteggio con la famiglia del Barone Basurto che culminò con il rifiuto del compenso pattuito, perché i familiari si dolsero dell’eccessiva somiglianza con il defunto.
Valente fu affascinato dai paesi esotici, motivo per il quale, nonostante le difficoltà del tempo, si recò in Africa dove realizzò dei dipinti che riportavano le cromie e i soggetti che i posti suggerivano. Erano quegli gli anni in cui molti artisti, detti “Orientalisti”, esprimevano il loro interesse per le culture e i paesi esotici nelle arti figurative.




















