La vita e le opere di Vincenzo Valente/Pittore libero e istintivo
Valente emigrò in Egitto, prima ad Alessandria, poi raggiunse la capitale: Il Cairo. Nella capitale egiziana l’artista salentino aprì il suo atelier e decorò il palazzo del Kedivè d’Egitto. In quel periodo conobbe Josephine Garnier, giovane francese di Marsiglia, che faceva parte della Société Française de Bienfaisance et de Secours Mutuels du Caire, e dalla loro unione nacque il figlio Giuseppe. Il bambino, sin dalla più tenera età fu affidato ai nonni paterni che si trovavano a Specchia, che ne curarono l’educazione.
La sua passione per la musica classica, infine, lo portò a seguire le tournee delle compagnie che in quegli anni si avvicendavano nei teatri egiziani; a questo proposito risalgono, infatti, una serie di caricature dal titolo “Gli animali cantanti”, che raffiguravano musicisti, dive e cantanti. Queste caricature furono esposte in occasione della prima di Aida che andò in scena a Il Cairo il 24 dicembre del 1871; molte di queste opere furono vendute agli stessi artisti ritratti o ai loro ammiratori.
Alcune di queste sue caricature furono in seguito pubblicate nella rivista dell’opera “La Scala” n° 81, nell’agosto del 1956. Nel 1899, in seguito ad una grave malattia epatica, Vincenzo Valente fece ritorno in Italia, lasciando nel suo atelier egiziano la sua produzione.
Giuseppe Mancarella





















