Pubblicato in: Ven, Feb 20th, 2015

L’abito non fa il monaco… Ma luoghi e occasioni non ammettono licenze

Brindisi/Una nota del Presidente del Tribunale mette al bando scollature, gonne troppo corte, etc.

Se è vero che “l’abito non fa il monaco” è altrettanto vero che l’abbigliamento parla di noi, dei nostri gu­sti e del nostro modo di essere. Una regola che è auspicabile rispettare è quella che vuole ci si vesta in modo “adeguato” al luogo ed al contesto in cui siamo. La prima regola dell’e­leganza è non farsi notare! E questo avviene se i vestiti sono adatti alla nostra vita e non il contrario. Vedere una donna che arranca e vacilla sui tacchi troppo alti, che si allunga l’orlo della mini tutto il giorno, che si aggancia con le collane voluminose nelle maniglie delle porte non è elegante. Se sui tacchi alti non si sa correre meglio rinunciare. Scegliere come vestirsi non è sempre una cosa semplice. Troppo spesso ci lasciamo condizionare dalle mode e tralasciamo il dress code più adatto ad una deter­minata occasione. Bisogna non dimenticare mai che scegliere un abbigliamento semplice e sobrio è sempre una scelta vincente. Basterà impreziosirlo con accessori scelti con gusto che magari strizzano l’occhio anche alle tendenze più ricor­renti sulle passerelle e il gioco è fatto. ll galateo ci propone tanti spunti interessanti che vanno ovviamente riadattati al nostro tempo senza essere, però, del tutto dimenticati. L’ uomo elegante non eccede mai, in particolare il divieto di indossare gli odiosi calzini bianchi resta inalterato.

TRIBUNALE

Giusto Michael Jackson poteva reinterpretarli facendone una sorta di must personale. Così come sono da evitarsi i gioielli: uniche eccezioni sono fede, orologio, gemelli. La donna che vorrà essere elegante sceglierà abiti che assecondano le sue forme e non viceversa. Impor­tanti e faranno la differenza gli accessori: sono questi i veri indicatori dell’eleganza. Una vicenda che ha fatto molto par­lare in un recentissimo passato è quella della nota del Presiden­te del Tribunale di Brindisi con cui l’alto magistrato mette al bando scollature, gonne troppo corte e pure ciabattine infradito. Poche, laconiche ed eloquenti righe: “Per evitare il reiterarsi di situazioni incresciose all’in­gresso del palazzo di giustizia, si informa che l’accesso non è consentito alle persone vestite in modo non decoroso”. Presentarsi in un luogo come il Tribunale con abbigliamento “circense” è quanto meno non appropriato, visto il luogo. Un provvedimento che potrebbe esser replicato per il mondo della scuola: “sono da evitarsi bermuda, shorts, magliette sorrette da minuscole bretel­line, scollature esagerate”. La sostanza è identica a quella del provvedimento a firma del presidente Giardino.

renzi  yanis

Le regole dell’eleganza sono semplici: buon senso e misura. Un sup­porto utilissimo: lo specchio. Bisogna valorizzare la fisicità di cui si dispone, non metterla in ridicolo inseguendo un eter­no peterpanismo. Molte oggi sono le signore agee ancora convinte (sono, purtroppo, soprattutto le donne a voler di­menticare l’inesorabile passare del tempo) di poter sfoggiare jeans bianchi o audaci mini­gonne che rivelano tristi cellu­litiche gambotte o, al meglio, magredini che degli adduttori fanno mostra quali tristi casca­mi amaramente somiglianti a bruciate tende da sipario.  In sintesi: per un uomo il guar­daroba che permetterà di esser eleganti in ogni occasione prevede qualche abito di buona fattura declinato nei colori più classici ed intramontabili, qualche pantaloni casual e jeans, da accompagnarsi con camice e polo di varie tona­lità completando il tutto con qualche maglione in cotone o in cashmere. Saranno gli accessori a creare varietà. La qualità potrà essere una delle caratteristiche principali su cui investire: cappelli, guanti, borse, scarpe, foulard e gioielli se scelti con cura nobilitano qualunque mise e ci aiutano a creare il nostro personale stile. Infine: anche i gioielli vanno scelti con particolare cura: che siano veri o bijoux l’importante è non strafare e se si sceglie di indossare qualcosa di particolarmente vistoso concentrarsi solo su quello. Giusto per evita­re l’effetto “santa in processione con ex voto al seguito”. Insomma semplicità e soluzioni lineari e sobrie sono sempre vincenti in ogni situazione e conferiscono senza dubbio un allure chic. La bellezza non ha bisogno di fanfare.

 Loredana Di Cuonzo

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