Pubblicato in: Sab, Lug 20th, 2013

L’addio a Peppino Palaia, bandiera giallorossa

Lecce/Per un medico sociale di lungo corso che saluta, un bomber di razza che arriva alla corte di Moriero.

Gente che arriva e gente che se ne va in questo nuovo Lecce che fra qual­che giorno andrà in ritiro a Montecopiolo per preparare al meglio la prossima stagione di Prima divisione in Lega pro. È quanto è accaduto negli ultimi sei-sette giorni che hanno segnato l’ingaggio di Fa­brizio Miccoli – il “Romario del Salento” – e l’abbandono dell’attività di medico sociale dell’Us Lecce, dopo 36 anni di onorabilissima attività, del dott. Giuseppe Palaia.

Due perso­naggi importanti per il popolo giallorosso: il primo, il bomber di San Donato, ha detto “sì” al Lecce dopo una caccia dura­ta quasi dieci anni; il secondo, Peppino Palaia, ha deciso di non curare più la squadra giallorossa per “aver perduto l’entusiasmo ed anche i suoi più fidati col­laboratori”. “Chi deve lavorare al mio fianco – ha detto Palaia durante un’ affollata conferenza stampa, svoltasi nel centro me­dico di Squinzano: accanto a lui c’era Novella Pranzo, figlia del compianto dott. Carlo – debbo essere io a sceglierlo e non deb­bono impormelo gli altri”.

L’ARRIVO DI FABRIZIO MICCOLI

Il piccolo bomber di San Do­nato ha accettato di indossare la maglia del Lecce dopo un corteggiamento durato anni ed anni. Ad ogni estate, da ormai sette-otto anni a questa parte, i pensieri dei tifosi giallorossi erano rivolti solo ed esclusi­vamente all’arrivo di Miccoli in casa del Lecce. Pensieri e desideri non esauditi fino a sa­bato scorso quando, dopo aver detto “no” al trasferimento in Australia, ha accettato di in­dossare finalmente la maglia di quel Lecce che, da sempre, ha dichiarato di amare più d’ogni altra cosa al mondo.

“Fin da quando ero ragazzino – ha detto a più riprese Fabrizio Micco­li – ho sempre tifato Lecce, del quale ho seguito tutte le partite seduto sui gradoni della Cur­va”. Adesso, questo suo desi­derio, si è avverato. Raggiunto l’accordo nella giornata di lu­nedì, mercoledì ha firmato un contratto biennale con opzione per un terzo anno.

miccoli

Ufficialmen­te non è dato di sapere l’esatto importo del suo ingaggio, ma secondo indiscrezioni alquanto attendibili, si dovrebbe aggira­re intorno ai 200-250 mila euro annui, più premi di varia natura, più un premio speciale in caso di promozione in B, più anco­ra un accordo di collaborazione fra il Lecce a la scuola calcio di San Donato diretta appunto da Miccoli.

Enorme l’entusiasmo fra i tifosi, convinti come sono che, con Miccoli in squadra (il bomber ha 34 anni), il Lecce dapprima conquisterà la serie B e successivamente anche la serie A. Quella che sta per ini­ziare, in verità, potrà essere una stagione di rilancio per il Lecce, ma sicuramente un nuovo per­corso di vita per Miccoli che, così, potrà lasciarsi alla spalle i brutti momenti vissuti (e che ancora continua a vivere) per il caso Falcone.

L’ADDIO DEL DOTT. PALAIA

“I miei globuli rossi – ha detto con la solita ironia di sempre il dott. Palaia – continuano ad es­sere giallorossi. Trentasei anni di vita insieme al Lecce non si possono cancellare con un colpo di spugna. Tuttavia, ulti­mamente, avevo perduto l’en­tusiasmo e questa presa d’atto è prevalsa su tutto”. Ha iniziato così a raccontare la sua lunga “vita” in giallorosso Peppino Palaia, così come affettuosa­mente lo chiamano giocatori e tifosi. “Ho cominciato con Jur­lano Presidente, poi sono stato con la famiglia Semeraro ed un anno con I Tesoro.

Palaia 3

Ho sempre svolta la mia professione con grande impegno, sacrificando molto la mia famiglia. Anche quando ero ammalato ho sem­pre compiuto il mio dovere, tanto che anche quando mi sot­toponeva alla chemioterapia, indispensabile per sconfiggere il male che mi aveva colpito, ho alternato le sedute in base alle esigenze della squadra”.

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