L’addio a Peppino Palaia, bandiera giallorossa
Lecce/Per un medico sociale di lungo corso che saluta, un bomber di razza che arriva alla corte di Moriero.
Gente che arriva e gente che se ne va in questo nuovo Lecce che fra qualche giorno andrà in ritiro a Montecopiolo per preparare al meglio la prossima stagione di Prima divisione in Lega pro. È quanto è accaduto negli ultimi sei-sette giorni che hanno segnato l’ingaggio di Fabrizio Miccoli – il “Romario del Salento” – e l’abbandono dell’attività di medico sociale dell’Us Lecce, dopo 36 anni di onorabilissima attività, del dott. Giuseppe Palaia.
Due personaggi importanti per il popolo giallorosso: il primo, il bomber di San Donato, ha detto “sì” al Lecce dopo una caccia durata quasi dieci anni; il secondo, Peppino Palaia, ha deciso di non curare più la squadra giallorossa per “aver perduto l’entusiasmo ed anche i suoi più fidati collaboratori”. “Chi deve lavorare al mio fianco – ha detto Palaia durante un’ affollata conferenza stampa, svoltasi nel centro medico di Squinzano: accanto a lui c’era Novella Pranzo, figlia del compianto dott. Carlo – debbo essere io a sceglierlo e non debbono impormelo gli altri”.
L’ARRIVO DI FABRIZIO MICCOLI
Il piccolo bomber di San Donato ha accettato di indossare la maglia del Lecce dopo un corteggiamento durato anni ed anni. Ad ogni estate, da ormai sette-otto anni a questa parte, i pensieri dei tifosi giallorossi erano rivolti solo ed esclusivamente all’arrivo di Miccoli in casa del Lecce. Pensieri e desideri non esauditi fino a sabato scorso quando, dopo aver detto “no” al trasferimento in Australia, ha accettato di indossare finalmente la maglia di quel Lecce che, da sempre, ha dichiarato di amare più d’ogni altra cosa al mondo.
“Fin da quando ero ragazzino – ha detto a più riprese Fabrizio Miccoli – ho sempre tifato Lecce, del quale ho seguito tutte le partite seduto sui gradoni della Curva”. Adesso, questo suo desiderio, si è avverato. Raggiunto l’accordo nella giornata di lunedì, mercoledì ha firmato un contratto biennale con opzione per un terzo anno.
Ufficialmente non è dato di sapere l’esatto importo del suo ingaggio, ma secondo indiscrezioni alquanto attendibili, si dovrebbe aggirare intorno ai 200-250 mila euro annui, più premi di varia natura, più un premio speciale in caso di promozione in B, più ancora un accordo di collaborazione fra il Lecce a la scuola calcio di San Donato diretta appunto da Miccoli.
Enorme l’entusiasmo fra i tifosi, convinti come sono che, con Miccoli in squadra (il bomber ha 34 anni), il Lecce dapprima conquisterà la serie B e successivamente anche la serie A. Quella che sta per iniziare, in verità, potrà essere una stagione di rilancio per il Lecce, ma sicuramente un nuovo percorso di vita per Miccoli che, così, potrà lasciarsi alla spalle i brutti momenti vissuti (e che ancora continua a vivere) per il caso Falcone.
L’ADDIO DEL DOTT. PALAIA
“I miei globuli rossi – ha detto con la solita ironia di sempre il dott. Palaia – continuano ad essere giallorossi. Trentasei anni di vita insieme al Lecce non si possono cancellare con un colpo di spugna. Tuttavia, ultimamente, avevo perduto l’entusiasmo e questa presa d’atto è prevalsa su tutto”. Ha iniziato così a raccontare la sua lunga “vita” in giallorosso Peppino Palaia, così come affettuosamente lo chiamano giocatori e tifosi. “Ho cominciato con Jurlano Presidente, poi sono stato con la famiglia Semeraro ed un anno con I Tesoro.
Ho sempre svolta la mia professione con grande impegno, sacrificando molto la mia famiglia. Anche quando ero ammalato ho sempre compiuto il mio dovere, tanto che anche quando mi sottoponeva alla chemioterapia, indispensabile per sconfiggere il male che mi aveva colpito, ho alternato le sedute in base alle esigenze della squadra”.

















